Sei anni fa veniva assassinato dalla santa alleanza liberal-jihadista
Il 30 dicembre 2006 veniva assassinato il legittimo Capo di Stato di una nazione libera.
A decretarne la morte una banda legata ai peggiori traffici internazionali, messa al potere di un Paese occupato e devastato dai faccendieri del “partito atlantico” (americani, israeliani e inglesi) con l’accordo dei pazzi integralisti wahhabiti (sauditi e qatarini) e dei teocratici sciiti (iraniani) che contribuirono allo scempio con la formazione e l’operato degli squadroni della morte.
Saddam ai loro occhi era reo di aver tenuto insieme clan, tribu, confessioni ed etnie differenti che, sotto la guida Baas, rimasero coese in ogni circostanza, anche nello scontro pluriennale con l’Iran sciita senza che le regioni sciite irachene facessero secessione o cambiassero campo.
Il Raìs, che al suo personale processo di Norimberga si definì il Mussolini del mondo arabo, era reo anche di aver sviluppato l’Iraq e di aver distribuito le ricchezze, di aver creato un sistema sociale avanzatissimo ed uno sanitario progredito e gratuito. Orrore!
Per gli alfieri della democrazia, per coloro che da oltre un decennio hanno varato la “santa alleanza” tra jihadisti, laici occidentalisti e commandos israeliani, questo era troppo. Bisognava far progredire correttamente il Paese: ovvero gettarlo nella spirale degli odi di clan, di etnia e di confessione e farne un inferno.
Il disegno, che geograficamente e temporalmente parte dal Pakistan e dall’Afghanistan e accompagnando il tragitto della progettata pipeline Nabucco, arteria di ogni traffico illecito e mortale, si spinge per tutto il Vicino Oriente fino alla Turchia e al Libano, è quello di un mondo arabo sconvolto, travolto, lacerato e psicologicamente armato contro l’Occidente che, di fatto, si tramuta in ostilità solo verso l’Europa.
Il disegno, saldato sull’alleanza organica e diffusa tra liberali e fondamentalisti, è innanzitutto anti socialnazionale.
Assassinato Saddam, tolti di mezzo in vario modo tutti i leaders populisti laici (Ben Alì, Mubarak e Gheddafi, vittima di un vero e proprio linciaggio dopo essere stato catturato dall’aviazione francese), imposti ovunque dei governi sostenuti dalle brigate internazionali del fondamentalismo wahhabita che ha preso possesso delle singole nazioni con i suoi assassini erranti, il bersaglio designato è ora il leader baa’t della Siria che finora ha risposto compatta all’invasione e al terrorismo occidental/islamista.
Questo è quanto.
Onore a Saddam e disonore a tutti noi che, come Paesi e governi, siamo stati complici di questo scempio e di questo crimine contro la libertà, la civiltà e la dignità.
E ne pagheremo giustamente il prezzo.
