Ma quanto produce!
Il fatturato di questi business illegali ha raggiunto 9,3 miliardi, in crescita di circa 500 milioni rispetto al 2023, con affari illeciti tra filiera del cemento, rifiuti, racket degli animali e tangenti.
In aumento i delitti ambientali previsti dal Codice penale
Continuano a salire i numeri dei delitti ambientali previsti dal Codice penale, inquinamento in testa, contestati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (971, +61,3%). Da giugno 2015, con l’entrata in vigore della legge 68, a dicembre 2024 ne sono stati accertati 6.979, con 12.510 persone denunciate, 556 arresti e 1.996 sequestri, per un valore di 1,155 miliardi di euro. Ad aumentare – lo specifica Il Sole 24 Ore, che ha visionato il rapporto di Legambiente – sono anche le persone denunciate, 37.186 (+7,8%).
La situazione complessiva
La Campania guida anche nel 2024 la classifica regionale, con 6.104 reati, seguita da Puglia (4.146), Sicilia (3.816) e Calabria (3.215). Sono territori di tradizionale insediamento mafioso, in cui si è concentrato quasi il 43% dei reati. Il ciclo del cemento è quello con il maggior numeri di illeciti penali (13.621, il 33,6% del totale), seguito dal ciclo dei rifiuti, in crescita del 19,9%, poi i crimini contro gli animali, gli incendi boschivi e i reati in danno del patrimonio culturale e archeologico del nostro Paese. Anche le filiere agroalimentari registrano numeri da record, con 46.358 illeciti penali e amministrativi. La corruzione ambientale (88 le inchieste monitorate, in aumento rispetto al 2023) fa da collante tra queste attività e gli interessi delle mafie. Salgono a 389 i clan dell’ecomafia (sono 11 in più rispetto allo scorso anno). Come sempre, la lotta all’illegalità ambientale è stata al centro delle attività dei circoli e dei Centri di Azione giuridica di Legambiente, con esposti e costituzioni di parte civile in diversi procedimenti penali.
Le tre regioni peggiori
A livello regionale, la Campania è al primo posto: oltre 6mila illeciti penali (6.104), il 15% del totale nazionale. Aumentano, riferisce sempre Il Sole, le persone denunciate (oltre 5mila) e i sequestri effettuati (circa 1400). La Puglia è seconda, con 4.146 reati, pari al 10,2% del totale nazionale. Terza la Sicilia, con il 9,4% di illeciti penali
Le altre aree con più reati
La Calabria è quarta, che vede un aumento sia del numero dei reati – 3.215 – sia degli arresti, che arrivano a quota 41. Il Lazio è quinto, con 2.654 reati, in crescita del 20,6% rispetto al 2023. Supera quindi la Toscana, che segna un aumento degli illeciti penali di quasi il 12% rispetto allo scorso anno. La Sardegna è settima, con 2.364 reati
Al Nord male soprattutto Lombardia e Veneto
All’ottavo posto si incontra la prima regione del Nord, la Lombardia, con 2.324 reati ambientali (+17.7%). Segue il Veneto, nono, con quota circa 1800
A livello provinciale male Napoli, Bari, Salerno
A livello provinciale al primo posto c’è Napoli con 2.313 reati, seguita da Bari (1.526) e da Salerno (1.321). La provincia di Roma è stabile in quarta posizione (1.021), seguita da Cosenza (963) e Avellino (906). Tra le prime dieci province compaiono quella di Genova (ottava, con 723 reati) e Ancona (decima, con 704 illeciti penali). Salgono, infine, nella classifica delle prime venti province italiane Cagliari, Perugia, Crotone, Catanzaro e Brescia
In crescita le inchieste
Sono in crescita anche le inchieste sui fenomeni corruttivi negli appalti di carattere ambientale: 88 quelle censite da Legambiente dal 1° maggio 2024 al 30 aprile 2025, (+17,3% rispetto al 2023). Vanno dalla realizzazione di opere pubbliche alla gestione di servizi, come quelli dei rifiuti urbani e la depurazione, passando per la concessione di autorizzazioni ambientali alle imprese. Il 46,6% delle indagini ha riguardato Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, le regioni messe peggio in classifica e, come risaputo, a tradizionale presenza mafiosa. La classifica regionale: Campania con 17 inchieste, Lombardia con 16, Puglia (10), Sicilia, Lazio (8) e Calabria (6). Dal 2010, primo anno della rilevazione effettuata da Legambiente, si contano 1.560 inchieste su reati di corruzione ambientale, con 9.133 arresti, 12.374 persone denunciate e 2.532 sequestri.