I legittimi proprietari espropriati dai magnaccia della solidarietà
La farsa iniziata il 19 ottobre si è completata martedì scorso con l’apparizione tra la folla accampata sotto Porta Pia , di San Marino, protettore dei centri sociali il quale noncurante della paralisi del traffico romano che stava causando con i suoi accoliti ha deciso di dar loro manforte capeggiando la delegazione che doveva incontrare il Ministro delle Infrastrutture Lupi .
E che delegazione! Andiamo da Bruno Papale ex di Via dei Volsci, collettivo politico Enel degli anni 70, a Bruno di Vetta dei Blocchi Precari Metropolitani, arrestato nel marzo 2012, al Tarzan de’ noantri Alzetta, in quota SEL, ma non eleggibile in Consiglio Comunale per numerose condanne in giudicato, insomma una bella compagnia.. e soprattutto datata e riconducibile ai soliti vecchi arnesi della fu Autonomia romana.
Fuori ad attenderli centinaia di persone, perlopiù immigrati che vengono regolarmente sistemati dai benefattori dei movimenti per la casa ,emanazione diretta di alcuni centri sociali, in diverse occupazioni sparse per la città di Roma, da Tor di Nona, al Tufello, a Magliana.
Di per sé il problema abitativo a Roma è sempre stato particolarmente pesante ed è sicuramente una priorità che ogni amministrazione comunale si è ben guardata dall’affrontare in modo serio e sistematico, ma qui ci troviamo di fronte ad un fenomeno che poco ha di solidale e molto invece di business affaristico-politico.
Il sistema già al centro di inchieste giornalistiche de il Tempo e di Repubblica “ e di un inchiesta partita dopo un’occupazione abusiva nel 2009 nel quartiere romano della Magliana sottolineava come ci fossero almeno tre condizioni che gli aspiranti abusivi, perlopiù immigrati, dovevano soddisfare e cioè come spiegava il “Messaggero†dell’epoca in un articolo di cronaca di Roma sotto il titolo Obbligati a partecipare a cortei.” Sembra che fossero tre le regole ferree alle quali gli occupanti della ex scuola alla Magliana dovevano sottostare per evitare ritorsioni di varia natura, comprese le aggressioni. Le regole, contenute in un documento sequestrato dai carabinieri, consistevano nell’obbligare chi si trovava nei locali della ex scuola 8 Marzo a partecipare alle manifestazioni e cortei dedicate all’emergenza abitativa, a pagare una somma di 15 euro mensili per ogni componente del nucleo familiare e contribuire alla custodia di bastoni, mazze di ferro e bottiglie molotov. Chi si rifiutava, hanno raccontato diversi immigrati che hanno dato con le loro denunce il via alle indagini, veniva cacciato dallo stabile occupato e, spess o, minacciato e picchiato.
Ora, che dietro l’arrivo degli immigrati clandestini a Roma, ci sia un racket che coinvolge diverse strutture parapolitiche di sinistra non ce lo doveva certo dire il Messaggero di Caltagirone: basta informarsi un po’ girando per la città, e come è emerso anche nella trasmissione Piazza Pulita di lunedì 21 ottobre, dove una giovane donna italiana sposata da poco, si è vista occupare la casa a Tor di Nona , appena costruita e per cui paga regolarmente un mutuo, da un altro gruppo di persone piazzata lì dai soliti noti dei movimenti per la casa. Il tutto nella più completa illegalità. Ma evidentemente le regole di cui la Giunta Marino si riempie tanto la bocca , valgono sempre e solo per gli altri.
Invece di chiedere la solita misura demagogica del blocco degli sfratti che serve unicamente a perpetuare l’abusivismo delle occupazioni sul territorio di Roma, sulle quali i “solidali” lucrano e campano, il Comune dovrebbe rilanciare l’edilizia popolare e far rispettare le graduatorie dell’ATER .Ma si sa l’appoggio di SEL a Marino fa comodo e quindi anche in questo caso bisogna pagare dazio e coccolare quelli che il 19 parlavano di sollevazione generale e oggi si spartiscono la torta delle occupazioni abusive a Roma.
