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Solo noi non abbiamo protestato per lo spionaggio Nsa in casa nostra

Le prime proteste contro il datagate arrivarono dalla Germania: la cancelliera Angela Merkel aveva protestato duramente contro gli USA.
Poi la Svizzera: il Parlamento federale ha votato un ordine del giorno di condanna degli Usa.
Dopo le proteste anche del Cameron e la visita annullata della presidente brasiliana Youssef negli Usa per protesta, ora è la volta della Francia.
Il quotidiano Le Monde pubblica le rivelazioni di Snowden secondo cui ancora nel 2012 la NSA, la centrale spionistica militare, avrebbe effettuato intercettazioni di massa su numeri telefonici francesi non solo di sospettati di terrorismo ma anche di uomini politici e d’affari francesi.
In seguito a queste rivelazioni, la Francia chiede spiegazioni ufficiali agli USA; l’ambasciatore USA è stato convocato ufficialmente al Ministero degli Esteri francese per ricevere le proteste del governo di Parigi.
A questo punto l’unica eccezione è l’Italia: infatti né l’ex Premier Monti, capo del governo italiano nel 2012, alle prese unicamente con le beghe del suo ex partito, né l’attuale premier Letta hanno levato la loro voce contro gli abusi commessi anche ai danni dei cittadini del nostro Paese.
Questo nonostante i rilievi formulati ufficialmente dal Garante della Privacy, l’ex deputato del Pd Antonello Soru.
Anzi, nei recentissimi colloqui fra il premier Letta e Obama, l’argomento dello spionaggio dell’NSA non è stato nemmeno sfiorato, per non turbare l’atmosfera idilliaca dei rapporti USA-Italia.

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