Il ministro del lavoro e Vicepresidente d’Argentina Juan Domingo Peron era diventato eccessivamente popolare e un po’ troppo sociale. Così la Giunta di cui faceva parte lo convocò ai primi d’ottobre per neutralizzarlo e il 16 lo ricoverò in ospedale per una malattia diplomatica.
Ma non aveva fatto i conti con il popolo argentino guidato dalla sua donna, Evita.
Il 17 ottobre 1945, senza che nessuno avesse dato l’ordine, ci fu lo sciopero, la rivoluzione (chiamata la “marcia dei descamisados”). Ovvero i contadini che si spinsero sulla capitale senza la camicia per via del caldo.
I “descamisados” occuparono Plaza de Mayo esigendo la liberazione di Perón, e gli stessi generali che lo avevano arrestato furono costretti a richiamarlo al Governo.
Peron, liberato, diede via a una forza tercerista che mise insieme tutte le fasce sociali e politiche più avanzate del Paese ovunque fossero precedentemente collocate. Ne scaturì la rivoluzione istituzionale detta justicialista (niente a che vedere con l’uso del termine nel politichese italiano perché si riferisce alla giustizia sociale e non alle persecuzioni giuridiche) e diede vita, internamente e sullo scenario mondiale, alla Terza Posizione.
Il video della sua liberazione: https://www.youtube.com/watch?v=LOU6W-PvGIo
