Imam saudita ragiona come un boldriniano o un destroterminale
Ricordano la sagoma umana ma non sono esseri umani, dunque sono idoli e costruirli significa peccare: sono i pupazzi di neve a finire nei mirino di un imam dell’Arabia Saudita, che emana una fatwa contro chi osa realizzarli. Sheikh Mohammed Saleh al-Munajjid è un’importante autorità religiosa nel Nord dell’Arabia Saudita dove nel corso degli ultimi dieci giorni è caduta molta neve a causa della tempesta “Huda”. Da qui il fatto che un imprecisato numero di bambini ha spontaneamente realizzato dei pupazzi di neve in parchi pubblici e giardini privati, spingendo l’imam a intervenire per frenare un comportamento “non permesso dall’Islam” perché si tratta di “statue di neve dalle fattezze umane” che in quanto tali “sono proibite anche se finalizzate solo a giocare e divertirsi”.
Citando precedenti opinioni di dotti studiosi dell’Islam, Sheikh Mohammed Saleh al-Munajjid arriva alla conclusione che “realizzare pupazzi di neve significa commettere un peccato” sulla base della legge del regno saudita. “Ad essere permessa è la costruzione, con la neve o altri materiali di qualsiasi cosa che non abbia un’anima: alberi, navi, frutta, edifici e quant’altro ma non esseri umani”. Il pronunciamento religioso ha sollevato polemiche nella provincia di Tabuk, nei pressi del confine della Giordania, dove la neve è caduta per il terzo anno consecutivo, e la risposta di Sheikh Mohammed Saleh al-Munajjid è stata che “l’unica maniera per non fare peccato costruendo un pupazzo di neve è privarlo della testa o della faccia” per impedirgli di assomigliare ad un essere umano.
