C’è chi va controcorrente
Nonostante le difficoltà in cui versa il settore nautico, l’Italia resta con la corona in testa a detenere un posto da leader mondiale nel campo. Per questioni legate al gusto tipico del Made in Italy nonché alle competenze tecniche – frutto di storia e avanguardia al tempo stesso – molti armatori premiano ancora le aziende italiane. La nautica per l’Italia è infatti una delle più importanti fonti di prestigio internazionale capace di creare posti di lavoro e indotto sul territorio. Così nell’anno appena concluso non deve stupire se il maggior numero di yacht varati è fieramente un record tutto italiano. Su un numero totale di circa 200 yacht (o poco più) varati quest’anno lo scenario produttivo è stato dominato dal “Bel Paese” con circa 57 vari totali! Segue la Turchia con 22 poi i Paesi Bassi con 20, 11 vari nel Regno Unito e 5 infine negli Emirati Arabi…per citarne i principali. Beninteso che all’estero ci sono importanti e stimabili competitor che al settore danno lustro e fascino non possiamo non esser fieri di quello che è senz’altro un incoraggiante risultato. E se la quantità non sempre va di pari passo con la qualità, l’Italia ancora una volta fa eccezione come si evince dall’elenco che segue.
I 10 superyacht più grandi del 2012
1 – Stella Maris del cantiere VSY-Viareggio Superyachts – che abbiamo visto come ospite d’onore al salone nautico di Genova – nave di 72,10 metri. Architettura navale di Laurent Giles, design esterno di Espen Øino ed interior design di Michela Reverberi. L’ingegneria è di Superyachts Viareggio in collaborazione con Yacht Design Pro Ship & Partners Executive.
2 – J’Ade del cantiere CRN (gruppo Ferretti) lunga quasi 60 metri.
3 – terzo posto per Rahil, dei cantieri Mariotti Yachts, che tocca i 54 metri ed è costruita con scafo in acciaio e sovrastrutture in alluminio realizzato dal cantiere genovese attivo nella progettazione e costruzione di megayachts dislocanti. Yacht designer è Luca Dini.
4 – Better Place del cantiere Wally Europe (Ancona). La nave a vela primeggia per tecnologia e grandezza (50,50 metri) tra gli sloop in navigazione in carbonio.
5 – Enterprise è un’invelata dall’armo ketch, costruita in alluminio da Perini Navi, che segue a breve distanza con i suoi 50 metri. Il piano velico – realizzato dalla Divisione Alberi Perini Navi – è concepito a ketch ed è in grado di sviluppare una superficie velica di oltre 1.400 metri quadrati gestiti da 11 winches. Gli alberi di maestra e mezzana – altezza rispettivamente di 56,7 e 43 metri – sono in alluminio mentre boma avvolgibili e crocette sono in carbonio.
6 – Belle Anna è invece una delle ultime fatiche ( e successi) di Isa cantieri e conta 49,95 metri di lunghezza. Motoryacht dislocante a tre ponti con scafo in acciao e sovrastruttura in alluminio progettato dallo studio Vallicelli.
7 – Misunderstood (Mangusta 165) del gruppo Overmarine si piazza al settimo posto con i suoi 49,90 metri.
8 – Nativa è il primo yacht creato da Arzanà Navi e conta 48,15 metri di lunghezza e 280 tonnellate di stazza. Può accogliere dieci ospiti più otto membri di equipaggio. Materiali e rifiniture sono rigorosamente made in Italy. Il design dello scafo è firmato Bill Tripp.
9 – Project 12 lungo 46,60 metri è stato commissionato da un proprietario che voleva spazi voluminosi e flessibilità per il charter. Project 12, ex Akhir 153, era in costruzione presso i Cantieri di Pisa ma il completamento è poi avvenuto da Pisa Superyacht. il progetto vanta la matita di Carlo Galeazzi e Mark Berryman.
10 – 2 Ladies è infine una nave da diporto costruita e varata dal cantiere Rossinavi lunga ben 46,30 metri di inconfondibile bellezza.
