lunedì 16 Marzo 2026

Sono orgoglioso di mio figlio Giorgos

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Pubblichiamo la traduzione dell’intervista della giornalista greca Tatiana Stephanidou a Lampros Fountoulis, padre di Giorgos, uno dei due ragazzi uccisi nell’agguato alla sede di Alba Dorata.


 

Lampros Fountoulis: “Ciò che voglio dire, è che spero che ciò che è successo a noi non debba mai accadere a nessun altro genitore. Sottolineo a nessuno. Il sangue di ragazzi innocenti versato per un’esecuzione in strada non giova a nessuno, non importa a quale ideologia questi ragazzi appartengano. Questo è ciò che voglio dire. Il sangue dovrebbe essere qualcosa che doniamo a persone che ne hanno bisogno, non deve essere sprecato versandolo nelle strade. Da anni combattiamo per la nostra altra figlia che è disabile e richiede particolare attenzione, cercando di dare ai nostri figli tutto il possibile, e ci sono altre migliaia di famiglie come la nostra.

Avete detto qualcosa a proposito della dignità, i Greci hanno dignità. È con questa morale e questa dignità che i nostri genitori ci hanno cresciuto, ed è esattamente questa morale e dignità che ho cercato di trasmettere a mio figlio.
Mio figlio era un ragazzo affettuoso, con il cuore d’oro, che non ha mai fatto male a nessuno, nemmeno ad una formica.
Era disgustato da tutto il sistema politico e ha vissuto in prima persona tutte le difficoltà inflitte alla nostra famiglia, tagli salariali, disoccupazione e tutte le difficoltà per cure e medicine, era deluso. Sperava in qualcosa di meglio, da qui la decisione di aderire ad Alba Dorata, nella speranza di qualcosa di meglio per il futuro.
Ma Giorgos non era un fascista, anche se tutti lo stanno presentando come tale. Io so che ragazzo era perché l’ho cresciuto, e ieri (al funerale di lunedì, n.d.r.), siamo stati onorati di trovare migliaia di persone che stavano dalla nostra parte, mentre lo accompagnavamo alla sua ultima dimora con dignità, ero commosso. Pensavo di essere l’unico a conoscere il mio ragazzo, invece tutte queste persone sapevano chi fosse per rendergli un tale tributo. Non voglio aggiungere altro, vi ringrazio per averci avvicinato così e per aver parlato di questo argomento con sensibilità, come avete fatto.
Una cosa è certa, io non voglio vedere più, non voglio vedere mai più scene di questo tipo, con ragazzini che giacciono sulla strada. Non sono il tipo di padre, come posso dire… il padre che distrugge gli ideali di suo figlio, ogni ragazzo deve potere credere a tutto quello che vuole, e lui o lei difende le sue convinzioni con parole, azioni e idee. Altri vogliono farci credere che con una violenza cieca, potranno riuscire a sconfiggere altre idee. Beh, le idee non possono essere uccise.
Sono orgoglioso di mio figlio, sono orgoglioso delle sue idee e non ho altro da aggiungere.

 

 

 

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