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Stonano al Campidoglio

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 Lite pretestuosa su di un inno che comunque non rispettano più

 

 Bagarre in Campidoglio per la richiesta della conisgliera Monica Cirinnà di limitare l’Inno durante le sedute soltanto a «circostanze più solenni come, per esempio, le cerimonia per il conferimento di cittadinanza o durante incontri di livello internazionale» Il consigliere del Pd capitolino parla di «ragione di decoro». Quanto avviene oggi mortifica l’inno di Mameli. L’intento iniziale intendeva risvegliare il sentimento nazionale per fronteggiare le farneticazioni secessioniste e le offese alla città di Roma da parte della Lega. Oggi invece ci troviamo di fronte a una ripetuta sciatteria sia tra i banchi dell’Assemblea Capitolina che tra quelli del pubblico».
«Il centrodestra – annuncia Cirinnà – non può ritenere più patriottica una esecuzione musicale che ha svilito sia politicamente con alleanze antinazionali e antiunitarie e con atteggiamenti poco consoni al decoro dovuto in concomitanza dell’esecuzione dell’inno d’Italia». Durante l’esecuzione, dice, «accade di tutto: consiglieri al telefono, via vai dall’Aula e sgradite alzate di voce. Tra un appello ed un altro, considerando la permanente assenza del numero legale, abbiamo assistito più volte a false partenze della registrazione musicale dell’inno».
Pomarici. «Vogliono limitare l’Inno d’Italia in Aula per ragioni politiche. Per analoghi motivi volevano proibirci di gridare ForzaItalia ai Mondiali» il commento del presidente dell’Assemblea Capitolina Marco Pomarici su Twitter, che informa una nota, in merito «alla mozione presentata per limitare l’Inno d’Italia ad inizio dell’Assemblea Capitolina solo ad occasioni solenni per motivi di assonanza politica».
Criticando la Cirinnà parla di «fini politici e di visibilità» il consigliere Pdl di Roma Capitale, Roberto Bianchini. Edmondo Tomaselli aggiunge: «L’inno d’Italia non può e non deve essere limitato e, anche se siamo in piena campagna elettorale, credo non debba essere motivo di strumentalizzazione». Fabio Sabbatani Schiuma, presidente del gruppo Popolo della vita – Trifoglio parla di «sentimenti antinazionali». Federico Mollicone e Andrea De Priamo, rispettivamente capogruppo e consigliere di ‘Fratelli d’Italia – Centrodestra nazionalè di Roma Capitale parlano di «richiesta ridicola e pretestuosa».
Francesco Lollobrigida, candidato al Senato con Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale, non ci sta: «La proposta arrivata da un consigliere del Pd capitolino è da un lato sconcertante, e dall’altra ridicola. Chiedere di non eseguire l’inno nazionale perchè il nostro movimento politico ha scelto di farvi riferimento nel nome, è oltretutto oltraggioso e insensato».
Athos De Luca si unisce alla richiesta della Cirinnà: «Ci allontaneremo dall’aula per protesta contro questo abuso dell’inno, proprio per il rispetto che abbiamo per i valori dell’

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