C’è solo l’Idea e Batman ha dimostrato che una persona in carne ed ossa può incarnarla
Il Cerchio si chiude
Christopher Nolan ha chiuso il cerchio. Un cerchio talmente perfetto da far sì che ogni capitolo della saga perde del tutto significato se visto avulso dal contesto del ciclo. Talmente perfetto che l’ultimo capitolo è la naturale conclusione del primo, il suo completamento, il suo compimento che però risulta impossibile senza l’arco dell’episodio centrale.
Il Joker ha vinto
Dalla prima parte del nuovo film capiamo come lo scontro tra il Cavaliere Oscuro e il Joker sia stato in realtà vinto da quest’ultimo. Dopo aver tolto il velo dal mondo con cruda brutalità, dopo aver dimostrato la costrizione degli uomini nei loro schemi borghesi, il pagliaccio aveva distrutto l’immagine dell’eroe prescelto da Gotham, l’eroe della legalità, l’eroe convenzionale: Harvey Dent. Di più, aveva mostrato la bassezza degli uomini di fronte a Batman, un combattente “non eletto dai cittadini”, un eroe al di fuori e insieme al di sopra delle loro convenzioni. Pronti a scaricarlo quando la guerra si fa difficile e richiede il loro intervento. Pronti ad abbandonarlo perché intimoriti dal divario che l’eroe ha mostrato tra se stesso e gli uomini comuni, un divario che nessuno era disposto a colmare. E così il secondo capitolo si era chiuso con Batman che si addossava le colpe di tutti, perché lui solo era stato in grado di uscire dalle catene della società mentre i comuni cittadini erano ben contenti di rimanere tra i legacci da loro stessi costruiti. E così, otto anni dopo, vediamo una Gotham “in pace”, ovvero con una legalità costruita grazie a decreti repressivi basati sulla menzogna, mentre miliardari, politici e grandi azionisti godono del loro benessere alle spalle di una popolazione senza speranza, senza futuro. Senza esempi, perché lo stesso Batman, sentendo la sua battaglia inutile perché rifiutata, si è ritirato diventando un relitto, alla deriva e perduto.
La crisi e la rivolta: giù la maschera
Ma ecco mostrarsi il nuovo nemico: Bane, un mercenario, un combattente senza pietà, che si mostra come un idealista pronto a guidare dal basso i diseredati di Gotham contro gli oppressori. Ma chi è Bane in realtà? Il nuovo capo della Setta delle Ombre, l’erede di Ra’s al Ghul, acerrimo nemico del pipistrello nel primo episodio. E come erede eccolo pronto ad attuare il piano originale di Ra’s: usare “l’economia come arma”, portare la crisi infiltrando le sue pedine tra i gangli del potere politico e finanziario, creare sacche enormi di disagiati sociali da poter manovrare per portare tramite il terrorismo un nuovo ordine mondiale, una “nuova era per la civiltà occidentale”.
Il Male necessario
E così dopo aver manovrato i miliardari, dopo aver generato una massa di relitti senza speranza pronti per i suoi piani, ecco la sua mossa: una finta rivoluzione fatta di slogan leninisti, di demagogia pseudo-anarchica, di tribunali del popolo, di espropri proletari e di rastrellamenti fatti per vendette personali in nome della resistenza e della lotta contro i padroni. E mostrandosi “non come conquistatore ma come liberatore”. “Non sono il male assoluto, sono il male necessario” dice lo stesso Bane, con evidente quanto ironico riferimento alla definizione che Wojtyla fece del comunismo, ma qui necessario solo ai manovratori dei grandi capitali virtuali e agli architetti di nuovi ordini mondiali.
L’unico modo per risalire è continuare a scendere
Così diceva Christopher Nolan per bocca di Di Caprio nel suo ultimo capolavoro, Inception. Ed ecco di nuovo lo stesso principio: per poter tornare davvero se stesso, per poter sconfiggere il nuovo nemico, Batman deve scendere nell’inferno più profondo. Con la spina dorsale spezzata, come fosse il suo asse verticale spaccato, perduto. Dovrà ricomporlo e solo allora tornare a risalire. “Perché cadiamo signor Wayne? Per imparare a rialzarci”. E per risalire non servirà solo il suo corpo ma tutto il suo spirito, perché “l’addestramento è niente, la volontà è tutto”. Ed ecco che mentre gli spettatori della scalata ripetono come un mantra “ascendi, sorgi!” il Cavaliere Oscuro torna ancora una volta se stesso, ma forse qualcosa di più.
La sconfitta del Joker
Da semplice uomo, finalmente, ascende a simbolo. Tornato non sarà più l’eroe che salva le vittime passive, ma una calamita spirituale a cui tendere, un esempio, una guida per chiunque voglia combattere. Il suo simbolo non è più il totem personale ma diviene il simbolo di tutti i combattenti di Gotham. Perché ora è Gotham stessa che deve salvarsi e lo può fare solo con la guerra. E per combattere e vincere tutti devono essere come Batman, tutti devono essere liberi da quelle convenzioni, da quegli schemi indotti dal mondo “normale”. E infatti la battaglia per Gotham può avvenire solo quando essa viene abbandonata – o forse liberata – dall’esercito, dallo stato, dal governo e da tutte le istituzioni. Fuori dagli schemi puoi essere un araldo del caos nichilista, come Joker, o puoi essere finalmente libero di combattere e vincere, dimostrando al pagliaccio che un senso, un principio, una Via possono essere sempre perseguiti.
Chiunque può essere Batman
Questo è il cardine della crociata del Cavaliere Oscuro. Non esiste un vigilante che si fa giustizia da solo, non c’è Rambo che da lupo solitario salva il mondo, né un messia che scende dall’alto e salva i bisognosi. C’è solo l’Idea e Batman ha dimostrato che una persona in carne ed ossa può incarnarla. C’è solo la Guerra e Batman ha dimostrato che se c’è una Volontà chiunque può combatterla. C’è solo una Direzione e se Batman è stato un faro, ha dimostrato anche che basta percorrerla per divenire a propria volta un faro per gli altri.
Io ho quel che ho donato
“Non devi più niente a queste persone, hai dato loro tutto”
“Non tutto, non ancora”
Solo quando avrà donato tutto, potrà avere tutto. L’eliminazione di tutte le barriere del mondo umano, borghese, convenzionale. L’abbandono di ogni spoglia mortale e di qualunque influenza terrena. Solo allora potrà compiere il suo destino segnato nel primo film: “Se ti tramuti in qualcosa di più di un semplice uomo, se consacri te stesso a un ideale e se nessuno riesce a fermarti, allora diventerai tutta un’altra cosa: una Leggenda”
