
Il Nuovo Ordine Mondiale precettato contro gli zombies
Nel suo discorso alle Nazioni Unite, nell’elencare i tre maggiori pericoli che corre il mondo, Obama ha messo il virus Ebola al primo posto. Proprio così, con buona pace di chi immaginava che nessuno avrebbe potuto strappare a Putin la palma di “cattivo dell’anno”, arriva Ebola e sbaraglia tutti, anche il possibile rivale del russo: il Califfo Al Baghdadi.
Per coloro che hanno un minimo di memoria e la mente allenata a fare correlazioni non potevano a questo punto sfuggire le altre due notizie, apparse in questi giorni sulla stampa, che completano il mosaico delle possibili intenzioni del marito di Michelle.
Obama aveva infatti da poco annunciato che per combattere questa terribile creatura, Ebola, avrebbe inviato in Africa ben 3000 soldati armati fino ai denti. A noi magari può apparire strano e per il nostro modo di pensare medici e medicinali sarebbero forse più confacenti in un simile frangente, ma l’american way per trattare le epidemie è invece questa. Se i nostri eroi riusciranno poi a scovare il virus e crivellarlo con gli M-16 non è dato sapere, ma a pensarci bene tale mossa non è priva di un suo senso profondo, quasi viscerale e tutto americano, di confondere operazioni umanitarie e spedizioni militari.
In fondo, da che esistono, hanno sempre presentato tutte le guerre che scatenavano a giro per il mondo come grandi operazioni umanitarie, per le quali ogni creatura vivente era tenuta a imperitura gratitudine nei loro confronti. E per chi ha buona memoria, una roba tipo questa di Ebola l’avevano fatta anche ad Haiti, dove, dopo il terremoto, piombarono stile Apocalypse Now e il povero Bertolaso, giunto colà con gli aiuti italiani, avendolo fatto notare, pagò poi l’immancabile fio del suo peccato.
Pur con questi imbarazzanti precedenti, soldati spietati e mitragliatori contro Ebola continuavano a sembrarci un filino esagerati e comunque fuori luogo. E invece sbagliavamo, ma per far funzionare bene il tutto (Ebola/Marines) nel nostro cervello, dovevamo però assorbire la potenza d’immaginario e la capacità di prospettiva contenuta nell’ultima notizia, quella che sta rimbalzando nelle ultime ore e chiude il trittico, rendendo comprensibile la professione di intenti obamiana. Secondo qualcuno, infatti, i morti infettati da Ebola risorgono ed evidentemente il Presidente degli USA vuole indurci a credere che lui ci creda.
A tale proposito Il giornale africano New Dawn Liberia descrive non uno, ma ben due casi.
Due pazienti di Ebola, morti nella contea di Nimba,sarebbero risorti. Le vittime, entrambe femmine, avrebbero rispettivamente 40 e 60 anni e dinnanzi alla meraviglia dei locali e degli osservatori, i loro cadaveri avrebbero incredibilmente riacquisito vita. Entrambe stavano per essere sepolte quando sono risorte. Il giornale prosegue poi a raccontare che presso le due comunità si è creato il panico, con conseguente isterico ostracismo delle risorte, trattate alla stregua di mostri. In pratica, si tratta dunque del primo caso di zombie da Ebola.
Non è la prima volta in questi ultimi mesi che si associa la diffusione di Ebola a una possibile esplosione di una apocalisse-zombie. Nella Cina Popolare è dovuta intervenire addirittura l’agenzia di stampa di regime Xinhua per frenare le voci che avevano iniziato a correre incontrollate.
Sui social network cinesi, una realtà vastissima, così come tra le chiacchiere della gente, si era diffusa infatti la voce che Ebola fosse oramai in Cina, e che portasse alla zombificazione degli infetti, con morte clinica e successivo risveglio in stato molto aggressivo, pronto a sbranare gli esseri animali, umani compresi.
Xinhua ha diffuso una nota nella quale ha ritenuto di dover precisare che Ebola ha uno spaventoso elevatissimo tasso di mortalità, ed è incurabile, ma non si può sostenere che a causa delle persone infettate da Ebola si avrà un attacco da parte di un popolo di zombie.
A dire il vero, messa così suona ancora peggio. Pare addirittura una excusatio non petita da parte del potere meno trasparente del pianeta e a questo punto non so voi, ma come non sentire la perversa eccitazione di essere sul bordo di un apocalisse zombie?
Una situazione allucinante, ma in fondo, ammettiamolo, con aspetti entusiasmanti: l’idea di poter non andare a lavorare ogni santo giorno, senza più traffico per strada, cibarsi di quel che troviamo nei supermercati abbandonati, di essersi levati Renzi e tutti i politici dai coglioni e, soprattutto, poter sparare a qualsiasi cosa si muova con due gambe. Quante volte ognuno di noi ha fantasticato di trovarsi in questa prospettiva?
Esistono persone in tutto il mondo che ne sono addirittura ossessionate, che si addestrano e hanno messo per iscritto piani di fuga ai quali anche oggi si atterrebbero scrupolosamente. Tutti noi in fondo, almeno nel nostro immaginario, siamo un po’ preparati a evenienze estreme. Tranquilli, anche il Pentagono. Il documento chiamato CONOP 8888, ha rivelato come le forze armate statunitensi abbiano eseguito esercitazioni atte a prepararsi al caso di un attacco zombie di massa.
Proprio così: unità in assetto antisommossa che sparano a volontà sulla folla…di zombie naturalmente, ci mancherebbe altro…E non è un caso isolato. In passato, anche il Center for Disease Control (CDC) e il Department for Homeland Security (una roba tipo il nostro Ministero degli Interni), hanno usato scenari a base di morti viventi per addestrare il proprio personale. D’altronde Hollywood traccia da sempre il solco e il Pentagono lo difende, e magari sarà un caso ma avrete notato che da qualche anno siamo costantemente bombardati con zombie da tutte le parti. Horror, telefilm, fumetti, libri, giochi, commedie: i morti viventi sono dappertutto. I morti viventi fanno già parte del nostro quotidiano…e del nostro futuro.
La migliore serie TV attualmente in onda è certamente The Walking Dead, cerebrale capolavoro post-apocalisse dell’emittente di qualità AMC.
E adesso siamo arrivati al dunque, il discorso di Obama e l’invio dei Marines sono due avvisi: prepariamoci alla grande pulizia della terra, alla disinfestazione massiva della presenza umana e qualcuno in America lo chiama già Cull, il raccolto. Lo zombie è una raffigurazione letterale perfetta della lebensumwertes leben, la vita indegna di essere vissuta, e quindi di noialtri disgraziati. D’altronde siamo oltre sei miliardi, decisamente troppi ladri di ossigeno che infestano il pianeta e le èlite giustamente si preoccupano. E cercano soluzioni al problema. Magari prima che diventiamo sette o addirittura otto miliardi. Perchè voialtri che fate la fila per giorni e notti come veri zombie davanti agli Apple-store per comprare l’ultimo I-Phone a certe cose non ci pensate, troppa fatica, ma loro sì che ci pensano. Eccome se ci pensano.
Il maggiore kolossal cinematografico dell’anno scorso era in ciò (la soluzione) visivamente chiarissimo. Stiamo parlando di World War Z, con protagonista Brad Pitt. Nel film, costato fantastiliardi e rilasciato solo dopo vari test sul pubblico che ne hanno cambiato interamente la struttura per essere davvero certi che divenisse un blockbuster, vediamo al lavoro un pensiero piuttosto semplice, elementare direi, e molto, molto americano: nel mondo divenuto infetto (vai a capire perchè, ma tant’è…) bisogna massacrare quanta più gente possibile, con ogni arma disponibile, il tutto sotto l’egida dell’unica autorità che sopravvive al crollo degli stati nazionali, ossia l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ovvero il Nuovo Ordine Mondiale, ossia gli Stati Uniti che hanno cambiato pelle. Come i rettili.
Con la pressante cultura dello zombie, piano piano, si sgretola un altro tabù, ovvero quello del cannibalismo. Casi rivoltanti di cannibalismo consenziente sono ovunque, e attirano la morbosa attenzione dei media. Prendete i continui episodi che scuotono la Germania, civile e felice locomotiva d’Europa.
La trama è sempre la medesima: due tizi incrociano i loro destini su un forum dedicato; in genere uno si vuol far mangiare, l’altro invece desidera l’abbuffata. S’incontrano a casa (immaginate la cortesia e l’ordine teutonici: toc toc…Ja? Guten tag, Ich bin der kannibal…Guten tag! bitte); poi parte la performance, che spesso consta anche di dettagli ancor più agghiaccianti: il mangiato viene riempito di antidolorifici, e talvolta partecipa alle prime fasi del banchetto, autofagia in compagnia.
Poi uno dice che in Germania si mangia male…
In Olanda, paese capofila di ogni depravazione, durante un educativo programma TV di nome Proefkonijnen, hanno mostrato i presentatori Dennis Storm e Valerio Zeno che si facevano rimuovere chirurgicamente un pezzo di muscolo per poi friggerlo e farlo mangiare all’altro…
I serial TV americani, la forma d’arte dominante del nostro tempo, non parlano d’altro. Abbiamo citato The Walking Dead, dove nell’ultima stagione che sta per iniziare a inizio ottobre fanno la loro comparsa i cannibali. Ma come non pensare alla raffinatezza di un altro telefilm come Hannibal? Il protagonista non è solo un assassino psicopatico, come in Dexter, è pure un cannibale, ma al tempo stesso presentato come un soggetto da ammirare, un sofisticato signore da cui si vorrebbe sempre essere invitati a cena.
Una ghiotta notizia, ora rimbalzata anche in Italia, ci racconta poi dei due chef che a Londra vogliono produrre hamburger dal sapore di carne umana. Insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta in questo particolare supermarket del degrado umano che è in allestimento ed è evidente che ci stanno preparando al giorno dell’inaugurazione. Con tanto di ricchi premi e cotillones.
Dopo l’incesto, le pratiche pedofile, la fecondazione in vitro eterologa e la de-tabuizzazione a 360°, in questa orgia parossistica di vietato-vietare, sempre più simile alla frenesia alimentare degli squali, siamo arrivati anche all’antropofagia. Ogni assoluto morale sta crollando, il relativismo impera, tutto diviene una mera questione di opinioni e lo Stato ormai, invece di mantenere almeno qualche caposaldo, promuove invece ogni tipo di depravazione e di pratica rivoltante.
Proviamo dunque a chiederci cosa saremo divenuti quando avranno terminato il loro lavoro e ridotto le masse in maniera confacente al loro progetto. Esseri dal sesso incerto, incestuosi, che si riproducono in maniera artificiale, dediti a pratiche aberranti. A pensarci bene, addirittura peggio degli zombie, che almeno hanno la giustificazione di essere morti, prima di divenire ciò che sono. Una umanità quindi, se ancora la potremo chiamare così, che sarà quasi doveroso sterminare. L’ennesima crociata contro il male, la pietanza preferita dagli americani.
Dunque, per tornare al progetto del nostro amico Obama e dei di lui padroni, se è arrivato ad affermare che Ebola è al primo posto nella lista dei nemici dell’America (e quindi dell’umanità), i morti resuscitano (come ci ha annunciato New Dawn Liberia) e i primi Marines sono già schierati, vuol dire che le danze stanno per cominciare.
In tale ottica, il Presidente degli USA ha presentato all’ONU una mozione delle intenzioni contenente la sua visione del mondo, accentuando l’eccezionalità di sé (sempre modesto) e del suo paese, decantando i benefici dell’opera americana (passata-presente-futura) per il mondo intero e rivendicando senza pudore alcuno il diritto all’uso della forza a propria assoluta discrezione, senza riguardo alcuno per le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, per quel poco che può contare.
Dunque preparatevi, non c’è scampo arrivano gli zombie, ma tranquilli. Hollywood insegna che insieme ai cattivi arrivano sempre e immancabilmente anche i nostri, che li mitraglieranno a vista e senza pietà. Peccato solo che gli zombie siamo noi e per cominciare basterà qualche spruzzatina di Ebola nei posti giusti. Che la festa abbia dunque inizio.