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Trump ante litteram

Ma a loro bombardare piace

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contro i vulcani

Nel dicembre del 1935, mentre una colata del Mauna Loa avanzava verso Hilo, l’esercito statunitense tentò una soluzione che ancora oggi fa discutere: bombardare la lava. L’eruzione era iniziata il 21 novembre nella caldera sommitale del vulcano, per poi spostarsi lungo la zona di frattura nordorientale.

La minaccia della colata verso Hilo
Il 27 novembre si aprì una nuova bocca sul fianco settentrionale e la lava pāhoehoe, liscia e fluida, cominciò ad accumularsi tra Mauna Loa e Mauna Kea prima di piegare verso est. Secondo le ricostruzioni, avanzava di circa un miglio al giorno. La preoccupazione principale riguardava il fiume Wailuku, collegato all’approvvigionamento idrico di Hilo.
Thomas Jaggar, fondatore dell’Osservatorio Vulcanologico delle Hawaii, e il vulcanologo Ruy Finch proposero allora di colpire i canali che trasportavano la lava più calda e veloce. L’obiettivo era rompere i condotti naturali e costringere il materiale fuso a disperdersi su un’area più ampia, rallentandone l’avanzata.

Il bombardamento del 27 dicembre 1935
Il 27 dicembre alcuni aerei militari decollarono da Oʻahu e raggiunsero la colata di Humuʻula. L’operazione, supervisionata dal tenente colonnello George S. Patton, impiegò venti bombe da demolizione e venti ordigni più piccoli usati come marcatori. Le bombe principali pesavano circa 272 chilogrammi e contenevano oltre 160 chilogrammi di tritolo. Una spoletta ritardata permetteva loro di penetrare nella superficie prima dell’esplosione. Sedici ordigni avrebbero raggiunto l’area prevista e dodici avrebbero colpito il tunnel di lava individuato.

Risultati e controversie
Jaggar osservò tutto con un telescopio nei pressi di Mauna Kea e dichiarò l’esperimento riuscito. La colata rallentò e si fermò il 2 gennaio 1936, sei giorni dopo il bombardamento. Secondo lui, le esplosioni avevano accelerato la fine del flusso, interrompendolo in modo troppo brusco per essere del tutto naturale (ecco il viaggio dentro un vulcano appena nato).
Non tutti condivisero questa interpretazione e il geologo Howard Stearns, presente sull’ultimo aereo, definì il risultato una coincidenza. La lava continuò infatti a muoversi per giorni e non cambiò direzione in modo evidente. Poiché l’eruzione stava già perdendo intensità, è impossibile separare l’effetto delle bombe dal normale esaurimento dell’attività vulcanica.

Un esperimento pionieristico
L’idea di usare esplosivi contro il vulcano ìera stata discussa durante l’eruzione del 1880-1881, senza essere applicata. Quella del 1935 viene ricordata come la prima operazione aerea condotta direttamente contro una colata ancora attiva. Studi successivi hanno concluso che i tentativi del 1935 e del 1942 produssero risultati limitati. L’episodio resta però uno dei primi esperimenti moderni di deviazione di una colata.

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