Il delirio orma incontenibile del calcio politicamente corretto
Torna in campo il Casablanca Forlì, la squadra di immigrati marocchini che aveva deciso di lasciare il campionato Uisp per protesta contro il razzismo, ma altre quattro squadre abbandonano il torneo per protesta, ritenendosi diffamate e negando di essere mai state protagoniste di episodi di xenofobia.
Si fa così sempre più teso, così, il clima nel calcio dilettantistico romagnolo.
E dire che il weekend era cominciato sotto i migliori auspici, con il Casablanca che – dopo aver annunciato la settimana scorsa l’intenzione di lasciare il torneo provinciale Uisp di Forlì-Cesena – aveva deciso di fare dietrofront: “Non ci ritireremo dal campionato – l’annuncio al termine di un incontro con il sindaco e con una delegazione dell’Uisp -. Restiamo in campo perchè altrimenti sarebbe una sconfitta rispetto al razzismo”.Nel pomeriggio, però, ecco la doccia fredda. Juventinità, Leoncelli Forlimpopoli, Polis Romagna Forlì e Bertinoro annunciano infatti che non giocheranno più, fino a quando non sarà chiarito che le accuse lanciate dal Casablanca sono infondate. Il team Juventinità, in particolare, era finito sotto accusa: a giocare l’ultima partita contro il Casablanca, infatti, erano stati loro.
Al Casablanca – che al termine di quell’incontro, anunciando il ritiro aveva parlato di “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, alludendo a precedenti episodi – i quattro club rispondono: non siamo razzisti, non giocheremo finché non sarà dimostrato che non lo siamo.
“Nessuno di noi è un razzista – sostiene Deris Ferrini, dirigente della Polis Romagna -. Certo, in campo ogni tanto volano insulti, come accade sempre nello sport, ma poi, alla fine, ci stringiamo la mano e magari beviamo assieme. Per questo vogliamo chiarirci al più presto con le altre società”. Insomma, a sentire le quattro società che hanno annunciato la clamorosa protesta, le accuse di razzismo sarebbero del tutto infondate. Anche se, registra l’Ansa, dagli spalti arriva una versione assai differente: “Perché siete venuti oggi? Tanto non succede nulla – è stato il commento di uno spettatore accortosi della presenza del cronista -. Tornate tra due o tre partite, allora vedrete…”
