Lui non si piega alla logica liberal-capitalista: è quindi un nemico da abbattere.
Vogliono ingerirsi nella politica interna della Russia. Vogliono che anche lì cresca a sproposito il numero dei partiti. Vogliono che torni il clientelismo più becero. Vogliono vedere il popolo russo applaudire a comando a tutti gli spettacoli che mettono in scena in campo internazionale. E per far accadere tutto questo, i poteri forti agiranno come hanno fatto in Ossezia. Senza pietà!

Colin Powell, segretario di Stato americano, è stato chiaro: “E’ un passo indietro sulla strada delle riforme democratiche, ne dovremo parlare”. E l’Unione europea di rimando ha invitato il capo del Cremlino a “rispettare lo spirito della democrazia”.
“Dovremo discutere con Mosca il cambio di politica di Putin”, ha detto il segretario di Stato americano alla Reuters per poi aggiungere che si tratta “effettivamente” di un passo indietro sulla strada delle riforme democratiche.
In mattinata, anche l’Unione europea aveva reso noto il disappunto per i cambiamenti in Russia. “Seguiamo ciò che avviene con attenzione – ha detto Emma Udwin, portavoce del commissario agli Esteri Chris Pattern – e invitiamo il presidente russo a rispettare alla lettera lo spirito della democrazia”.
“Con ogni evidenza – ha detto la Udwin – si tratta di un affare interno alla Russia. Ma direi che chiunque si trovi a rispondere alla sfida del terrorismo deve nello stesso tempo rispettare la democrazia e i diritti dell’uomo e noi confidiamo che il presidente Putin consideri questo aspetto nei cambiamenti che vuole operare”.