giovedì 19 Febbraio 2026

Uccidere un fascista non è reato, commemorarlo sì

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored


Tassiamoci tutti per subissarli di spiccioli questi dell’Anpi

 

Proponiamo di mettere assieme sedicimilacinquecento camerati in Italia e di mandare all Anpi un euro ciascuno come si fa quando si mendica. E visto che forse saremmo troppi, possiamo alzare fino a 5 euro ciascuno
per versarglieli in ogni caso poi in monetine
http://shop.rsi.it/it/shop-online-accessori/product/160-braccialetto.html 

L’intero ricavato sarà destinato alla questua.

Saluti romani alla commemorazione di Sergio Ramelli Un mese di reclusione, 250 euro di multa e un risarcimento all’Anpi: il Tribunale di Milano ha condannato i 16 militanti di estrema destra accusati di apologia del fascismo che nell’aprile 2013 parteciparono alla commemorazione a Milano di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani. Erano accusati di aver violato la legge Scelba del 1952, per aver compiuto durante la commemorazione “manifestazioni usuali del disciolto partito fascista” come “la ‘chiamata del presente’, il cosiddetto ‘saluto romano’, l’esposizione di uno striscione inneggiante ai camerati caduti e di numerose bandiere con croci celtiche”.

Tra gli imputati c’erano esponenti di Forza Nuova e di gruppi di estrema destra, tra cui il cantante Federico Goglio, in arte ‘Skoll’. Il pm aveva chiesto 45 giorni di carcere per tre imputati, tra cui Goglio, che avrebbero avuto un ruolo più attivo nel corso della manifestazione, e un mese di reclusione per le altre 13 persone sotto processo. Ha chiesto ai giudici della V sezione penale del tribunale di condannare tutti gli imputati, inoltre, al pagamento di una multa di 450 euro.
L’Anpi, parte civile nel processo, rappresentato dall’avvocato Federico Sinicato, aveva proposto di condannare gli imputati al pagamento di un risarcimento complessivo di 50mila euro, sottolineando “l’umiliazione subita” dai milanesi “democratici e antifascisti” a causa “della loro condotta”.

Lo scorso 19 giugno dieci militanti di estrema destra erano stati prosciolti dal gup per gli stessi episodi avvenuti però l’anno successivo, nel corso della manifestazione del 2014. Tra loro anche alcuni imputati sotto processo per i fatti del 2013, che erano stati rinviati a giudizio da un altro giudice. Nella sua requisitoria, il pm Basilone aveva sottolineato che “tali condotte sono chiaramente riconducibili alla simbologia fascista” e “la legge ci impone di incriminarle”. Si è trattato quindi, secondo il pm, di una manifestazione (che si tiene da anni a Milano per commemorare Ramelli e Pedenovi, assassinati negli anni ’70 nel capoluogo lombardo, e Borsani, ucciso il 29 aprile 1945) “evocativa dell’ideologia fascista”, durante la quale “non è stato commemorato il defunto ma il ‘camerata’”.

 

 

Ultime

Preferenza: le terme

Una popolazione che invecchia

Potrebbe interessarti anche