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Una politica da sacrestia

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Riflessioni in margine a dimostrazioni grilline e dintorni

Ci voleva l’azione dimostrativa dei “grillini” per dare il segnale che la politica non è definitivamente defunta; in verità nulla di esaltante, né sotto il profilo mediatico né sotto il profilo dei contenuti.
Secondo un’antica definizione, “politica” è l’arte di governare la società; il termine (dal greco polis, che significa città), viene utilizzato in riferimento all’attività ed alle modalità di governo, o alla cosiddetta attività di opposizione. Fin qui i riferimenti storici.
Cosa succede, allora, quando due diverse (magari agli antipodi) visioni fanno politica? Perché le viscerali reazioni, nell’emiciclo parlamentare, dovrebbero essere diverse dalle stesse prodotte in qualsiasi piazza italiana?
Perché ci scandalizziamo se la dialettica parlamentare scade nel trivio?
Siamo italiani bellezza, il nostro modo di far politica è anche questo.
Per decenni i nostri parlamentari, tutti, ci hanno “deliziato” con degne performance da borgatari: scazzottate, sputi, dileggio, offese di vario genere a mamme, sorelle e padri; financo alla denigrazione e alla delegittimazione nord vs. sud (vedi Lega), in barba a tutte normative sulla discriminazione territoriale recentemente introdotta per arginare il fenomeno del razzismo negli stadi.
Fenomeni sportivi a parte – perché è arcinoto che lo sport non è elemento della società, e come tale va trattato separatamente – anche il modo di far politica deve necessariamente omogeneizzarsi, o come dicono oltremanica divenire politically correct.
Basta ingiurie o modi inurbani, il nuovo avvenire del politico italiano deve essere sobrio, algido, etereo nello spirito e nella sostanza; un sacrestano insomma, né prete né laico, né carne né pesce.
Perché la società di oggi ci vuole cosi: senz’anima, senza cervello, senza sostanza; obbedienti al credo mondialista – un “volemose bbene” de noantri in salsa globale – e guai a pensarla diversamente.
Omofobi, razzisti, sessisti non c’è posto per voi nella società moderna; ah, dimenticavo! A meno che non siate diversamente orientati sessualmente, diversamente pigmentati o asessuati come i manichini, rientrate nelle citate categorie.
Il resto, un enorme massa umana consumatrice del superfluo, pecore all’ingrasso di ogni pascolo.
Le ideologie? buone solo per creare divisioni e rancori, omologhiamo il pensiero, lobotomizziamo il popolo.
Chissà cosa ne penserebbe un eretico come O. Wells, conierebbe mai la sua frase ad effetto sull’Italia? <<In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassini, massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci, e il Rinascimento; in Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù.>>
In definitiva, cosa c’è di meglio di una politica da sacrestia?

 

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