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Una prima mossa

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Venezia: via le favole gender di scuola. Durerà?

«Via i libri “gender” dalle scuole». Luigi Brugnaro lo aveva promesso durante la campagna elettorale. E ieri, da neo-sindaco di Venezia, lo ha fatto.
«Ho dato ordine agli uffici che vengano ritirati tutti i libri genitore 1 e genitore 2 dalle nostre scuole. Non dalle biblioteche, dove c’è libertà di scelta».

Brugnaro ha spiegato di non voler discriminare nessuno: «Ma sono i genitori che devono occuparsi di queste cose, non le scuole. Nelle case si possono far chiamare papà 1 e papà 2, ma io devo pensare alla maggioranza che si chiamano mamma e papà».

I libri al centro del contendere sono quelli che il Comune aveva acquistato oltre un anno fa, su iniziativa di Camilla Seibezzi, delegata del sindaco Orsoni per i diritti civili e la lotta alle discriminazioni. Un migliaio di volumi, 36 titoli, tutti incentrati sull’educazione alle differenze anche di genere. Favole anti-discriminazione pensate per i bambini di nido e materne che già avevano sollevato polemiche, creando qualche mal di pancia anche all’interno della Giunta Orsoni. Questione che poi era stata superata. Ma ora Brugnaro cambia rotta. 

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