
L’ingenuità flaccida e vile della nostra gente
Com’è ingenuo l’uomo occidentale contemporaneo, com’è distratto nelle sue manifestazioni di pseudo consapevolezza su come vanno il mondo e la storia. Basta poco per farlo passare da uno stato di agitazione, ad una calma da “scampato pericolo”.
Per questo motivo, e per un’intrinseca mediocrità di prospettive, ama esser guidato da brocchi, che gli garantiscono di potersi immedesimare in un tipo/umano vicino alla sua mediocrità.
“Ottimismo” contro “pessimismo”, ecco l’unico agone che conosce; semplice e digeribile.
A volte ci dispiace quasi aver ragione, anzi, più che aver ragione in senso stretto, il nutrire qualche sanissima riserva sugli eventi più gettonati dai media. Di contro, ci fa riflettere come, per quel che di grave avviene, tutto si riduca ad un piccolo spavento di 24 ore, sedato dalla maestria degli imbonitori, servi del sistema, ben consapevoli di aver a che fare con delle masse che, in Occidente, hanno l’unica preoccupazione che nulla possa mutare nel loro fantastico orticello esistenziale.
Gli europei si fanno rincoglionire con il “caso Grecia”, divenuta la madre di tutte le problematiche di un continente che non è più se stesso dal 1945 ad oggi. Un continente in cui non s’è ancora compreso che la storia non finisce nel mare magno dell’integrazione UE/euro, ma che molto c’è ancora da scrivere, e non tutto sarà rose e fiori, specie con i brocchi che conducono questa baracca.
Gli occidentali in generale poi, ivi compresi quelli al di là dell’Atlantico, pensano che il modello liberista sia il migliore possibile, e che grazie alla globalizzazione tutti gli altri popoli del pianeta, volenti o nolenti, vorranno farlo proprio con gioia, magari attraverso declinazioni “particolari”, come per la Cina, ma lo faranno proprio,
e diventeranno come noi occidentali; dei bravi consumatori belanti.Poi però qualche cosa s’inceppa, ad esser moderati, e scatta il panico.
Mica possiamo permetterci una nuova crisi in questo paradiso terrestre!
Tranquilli, basta “poco” per sedare le coscienze, e quel “poco” altro non è che una pezza peggiore del buco, o meglio, della voragine che s’è creata sotto le terga di un centinaio di milioni di neo consumatori cinesi, il cui approccio con i mercati finanziari è stato simile a quello di Fantozzi al casinò, o degli statunitensi con i prodotti derivati.
Tranquilli occidentali, il tanto vituperato regime cinese, quello tutto falce e finanza, ha già riportato la calma, e l’ordine regna a Shangai. Il tutto attraverso delle purghe staliniane contro i brokers locali, e l’iniezione in una sola giornata di qualche metro cubo di liquidità, pari al volume di tutto il PIL greco, giusto per restare in tema.
Basterà?
Per molti (troppi) bipedi occidentali questo basta ed avanza, e si può tornare allegramente a dissertare sul nulla sui vari social network e, per i meno “social”, nei tanti Bar Sport in cui abbondano ottimisti d’ogni età, e varietà di genere.
Sarà… ma a noi qualche cosa, qualche piccolo calcolo, continua a non tornare, e ci sembra tutto come un film già visto.