Né Fronte Rosso né Reazione
Lo so, lo slogan è vecchio, ma poi mica tanto….
Ieri a Roma si sono svolte due manifestazioni di segno apparentemente contrapposto, ma unite dalla stessa impotenza politica:da una parte ha sfilato la Destra con tutto l’armamentario nostalgico, tipico della tradizione missina, e dall’altra i Centri Sociali con il tipico armamentario dell’estrema sinistra settantasettina.
Tutti e due gli schieramenti hanno testimoniato la totale appartenenza al passato sfruttando simbologie e modi di stare in piazza,triti e ritriti, senza innovazione e prospettiva .Ognuno nel suo recinto a recitare un copione vecchio e stantio, a rivendicare una continuità con un passato già di per sé criticabile.
Non c’è slancio creativo, né rottura con gli schemi prefissati , non c’è l’attualizzazione di contenuti che superino le logore e nostalgiche rappresentazioni del passato, non c’è passione e non c’è futuro.
Tutti e due gli schieramenti, di destra e sinistra terminale, approfittano di simbologie e di rendite del passato per frenare un possibile nuovo modo di far politica che vada oltre sterili e grottesche rappresentazioni del passato prossimo o remoto .
Bisogna porre sul tappeto la questione dell’indipendenza nazionale e del futuro del lavoro italiano, fuori dai ghetti autoreferenziali e nostalgici.
Immaturità , bieco calcolo politico o rendita di posizione?
Non importa: il risultato di 1+1stavolta è pari a zero.
Andare oltre è il compito di un‘avanguardia politica e culturale che faccia tabula rasa di questi teatrini del Novecento protrattisi fuori tempo massimo e del tutto innocui per chi detiene il Potere.
