Walter

0


Sessantotto anni fa nasceva il più fervido rampollo dell’altro Sessantotto

Il 26 ottobre 1947 a Novoli, provincia di Lecce, vedeva la luce Walter Spedicato. Avrebbe trascorso la gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza a Porto Cesareo dove il padre era albergatore. Nel 1967 si trasferì a Roma per intraprendere gli studi di Giurisprudenza e fu così che si trovò impegnato nella contestazione giovanile, dalla parte di coloro che impropriamente vennero definiti più tardi come nazimaoisti ma che del maoismo al massimo avevano rispetto. A chi durante quei giorni gli domandò di definirsi, rispose: “sono un mazziniano d’assalto”. Ciò fece sorridere i militanti più sofisticati che si aggrappavano a formule nuove. Solo con il tempo i più intelligenti tra loro si resero conto che era stato lucido, preciso ed esaustivo.
Durante le occupazioni si mise in luce per determinazione, abnegazione e coraggio. Fu tra i fondatori, il 1 maggio 1969, di Lotta di Popolo. Dal 1972 gestì la Liberia Romana in via dei Prefetti dove, di fatto, si formò la futura Terza Posizione di cui fu quadro dirigente seppur formalmente atipico. Poi passò a lavorare al Fiorino, nel settore tipografia e fu allora che, il 23 settembre 1980, venne fatto oggetto di mandato di cattura internazionale per una serie di capi d’imputazione che, tempo una dozzina d’anni, sarebbero caduti l’uno dopo l’altro. Dalla Francia dove si era rifugiato fece alcune discese in Italia al tempo della lotta armata per rispondere a imperativi morali di cui, teoricamente, non era investito ma che sentiva suoi più di quanto altri facessero.
Partecipò anche a tutte le operazioni innovative di analisi e di organizzazione (Orientamenti & Ricerca; Controtempo; Groupe du 12 mars) e frequentò particolarmente il Grece (impropriamente definito Nouvelle Droite). Aborriva il termine destra a tal punto da farsi venire l’orticaria. Amava la causa araba, quella palestinese, Federico II e il Terzo Reich. Colto da una strana patologia alle arterie che si gonfiavano fino a scoppiare, per gli ultimi due anni di vita a Parigi fu sotto cure intensive e subì tre interventi gravi. Morì il 9 maggio 1982 a Courbevoie durante un trasporto in ambulanza mentre raccontava barzellette.

Nessun commento

Exit mobile version