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Weihnachten

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là. Solo in bianco da noi

 

L’eurocrisi ha anche un aspetto natalizio. Mentre nell’Europa meridionale, e forse in parte anche in Francia, le famiglie e i negozianti si preparano rassegnati a un Natale magro con pochi acquisti, perché c’è da stringer la cinghia e la recessione pesa, in Germania la febbre del Natale, la corsa agli acquisti, la gara a chi ha addobbi e pubblicità migliori, è già cominciata. E lo vedi, nella splendida Berlino, nelle ricchissime Monaco, Duesseldorf o Amburgo, e anche nelle metropoli risanate e rilanciate dell’Est, da Lipsia a Dresda a Jena. Il Natale sotto il segno della crisi del debito sovrano sta insomma creando un muro, un muro-spartiacque che divide l’Europa mediterranea dal potere d’acquisto in caduta dall’Europa forte (Germania e paesi a lei economicamente più vicini/integrati) dove si prevedono più spese per regali, e fatturati in aumento per produttori e venditori di tutto.
I Bundesbuerger, cioè i cittadini federali (80 milioni di tedeschi, oltre 9 milioni di stranieri residenti sono il totale dei consumatori qui nella prima potenza economica europea, oltre ai turisti attesi numerosi) calcolano di spendere in media 285 euro a testa per regali. La cifra è stata fornita al quotidiano liberal berlinese Der Tagesspiegel dalla Gesellschaft fuer Konsumforschung, abbreviato GfK, cioè l’istituto di ricerca sul comportamento dei consumatori. Ernst&Young, più prudente, aveva comunque preannunciato giorni fa spese per i regali natalizi in Germania sui 230 euro pro capite in media. La GfK calcola il fatturato delle vendite per i regali delle feste – escludendo cioè le spese alimentari per cenoni brindisi eccetera, ma sommando vendite nei negozi e vendite online – in 14,9 miliardi di euro, cioè il nove per cento in più rispetto al natale 2011.
La febbre natalizia è visibilissima a Berlino e in tutte le altre grandi città. Ovunque, e sia in quartieri alti e ricchi sia in zone più popolari, si nota, per esempio qui nella bella capitale federale, un sensibile aumento della folla negli shopping centers e nelle strade dei negozi e grandi magazzini più visitati. E il traffico stradale è sensibilmente aumentato, anzi in alcune ore di punta sembra quasi impazzito, nonostante che Berlino offra una rete di ben 26 linee di metro tra le 16 della S-Bahn sopraelevata rapida e le 10 della sotterranea. Qualche rovescio della medaglia, appunto la scomodità degli ingorghi, è inevitabile per la metà ricca dell’Europa prenatalizia.
Thule. Brocelandia. Delfi. Questi nomi ci parlano. Risvegliano nel nostro immaginario mille visioni sfavillanti. Ci ricongiungono ad una genealogia, alla nostra stessa identità . Questi luoghi possiedono un anima. I miti qui vivono eterni per coloro che li sanno ancora ascoltare. I cuori accorti qui troveranno sempre la presenza amichevole e benevola degli Dei e dei semplici mortali che furono là prima di noi. Oggi troppo spesso questi santuari della memoria sono sconosciuti. Bisogna rimediare. Noi abbiamo chiesto a dieci amici di ‘parlarci di questi luoghi. Ogni contributo trasmette un’intima emozione, delinea una ricerca singolare ed autentica. Con quest’opera, noi non vogliamo proporre una guida turistica. Lasciamo ad altri questo compito. Noi vogliamo semplicemente donarvi la voglia di riconoscere nel vostro viaggio, dopo aver letto questo testo, i sentieri della memoria europea. Dal tempio d’Apollo alle rosse scogliere di Heligoland, dalla tomba del Mago Merlino alla Roma imperiale. Lasciatevi guidare nel cuore dell’Europa pagana, là dove il futuro si radica nella storia dei nostri popoli.

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