L’Italia che ci avete regalato
Per evitare di cadere era costretta a stare su una carrozzina. Un tumore l’ha divorata. Non riusciva più a stare in piedi e aveva chiesto una pensione di invalidità. Ma per l’Inps però quella donna trevigiana, ex parrucchiera, era in grado di camminare e lavorare: “Non merita la pensione”. L’esito della visita davanti alla commissione medica arriva adesso. Ma lei è morta, sconfitta dalla malattia, cinque mesi fa. La sorella: “Abbiamo sempre pagato tutto, osservato tutte le leggi. Mi sento presa in giro”.
La storia di Michelina, morta lo scorso giugno a 56 anni, è raccontata da Il Gazzettino. Era nata a Castelfranco, residente a Silea ma conosciutissima a Treviso dove per 34 anni, assieme alla sorella Ivana, ha gestito un salone da parrucchiera. Il tumore le viene diagnosticato nel 2009, esattamente un mesotelioma pleurico. La malattia è probabilmente da ricondurre alle polveri d’amianto presenti un tempo in molti prodotti utilizzati dalle parrucchiere.
Michelina è costretta a lasciare il suo lavoro, seguita dalla sorella che vende l’attività e si dedica alla sorella. Un avvocato trevigiano riesce a fare ottenere a Michelina le agevolazioni previste dall’Inail per chi è colpito da malattie professionali. Poi le due sorelle si rivolgono all’Inps per l’accompagnatoria prevista per gli invalidi al 100 per cento.
“Abbiamo sempre pagato tutto, osservato tutte le leggi. Sinceramente mi sento presa in giro”, dichiara Ivana al Gazzettino. In questi giorni ha ricevuto dall’Inps la risposta alla domanda fatta a marzo. Sopra c’è scritto: “La commissione medica superiore riconosce l’interessato non invalido”. Nella risposta si dice che la patologia non è “invalidante” e che la capacità lavorativa “non è ridotta”. Secondo loro Michelina poteva camminare e lavorare normalmente.
