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Presidenti, commissari e zainetti

 


L’ultima “barzelletta” il presidente USA l’ha raccontata prima della sua apparizione alla cena con i big di Hollywood:   . Se non fosse scuro di carnagione, qualcuno potrebbe tacciarlo di avere una bella faccia da culo.
Ieri a margine dei festeggiamenti sul sesto anno di presidenza di GN, il nostro prode sceriffo, rilevava, che seppur in una situazione congiunturale sfavorevole, come e quando il nostro Paese potrà risollevare la testa. Ottimista.
Sempre ieri i ministri più tecnici di questa Repubblica, commentavano e analizzavano le precedenti  ipotesi circa la ripresa economica, rivedendo (in netto peggioramento) i tempi necessari.
Oggi l’UE – con un comunicato appena editato – avverte che per l’Italia ci sarà il pareggio di bilancio se verranno approntati degli aggiustamenti (ma a questo punto potrebbero essere anche 1.000) e non delle manovre aggiuntive. Hai capito che finezza linguistica?
Che i collaboratori di MM abbiano una visione più globale dei problemi e che siano meno ottimisti del re? Ahinoi, purtroppo sembra di si!
Delle due l’una, o il capo dell’esecutivo è un miope di economia o sta “indorando” (come si dice a Roma) una pillola che avremo parecchie difficoltà a ingerire. Convengo sulla seconda ipotesi.
I tecnocrati che abitano a Bruxelles (a cascata i vassalli nei rispettivi Paesi) facendo un esercizio molto in voga nelle grandi banche d’affari, ci consegnano l’ultimo degli worst case. In tanti casi, tali scenari rimangono appunto quello che sono, meri studi settoriali.
Sempre ieri alcune testate giornalistiche hanno riportato appunto uno di questi scenari; le valutazioni e i costi che il sistema Europa (i cittadini tanto per essere chiari) sarebbe chiamato a sopportare nei casi che Paesi come la Grecia e l’Italia uscissero dal sistema Euro o che non si allineerebbero ai diktat importi dalla UE.
Nella migliore delle ipotesi – sempre in questo worst case – il cittadino europeo avrebbe uno “zainetto” di maggior aggravi per circa 8 / 10.000 euro per i prossimi dieci anni.
La realtà ci dice invece, che stiamo assistendo a un nuovo tentativo di spogliare, degli ultimi brandelli di sovranità nazionale, i Paesi che maggiormente hanno e stanno pagando una crisi economica. Una crisi economica importata dagli USA, alimentata dalla nostra ignavia e che ora sta distruggendo il nostro tessuto sociale.

Non si capiscono – a essere cattivi si capiscono invece – le resistenze di Frau Merkel riguardo l’adozione di efficaci manovre a salvaguardia dell’economia europea.

Per quanto riguarda la nostra Italia, i nostri prodi hanno e avranno un bel da fare per rastrellare (dalle nostre tasche, ben inteso) quanto più è possibile per dimostrare ancora una volta quanto pronti e proni siano agli ordini di un’UE divenuta oramai autoreferenziale. Semmai non lo fosse stata in qualche caso.

 

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