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Yalta ora e sempre

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Spartizione puntuale tra Occidente e Cremlino

Voi vi tenete l’Ucraìna e i suoi debiti, noi annettiamo la Crimea. Sviluppiamo in concorrenze e in comuni affari le nuove pipelines e per tenere alti i prezzi facciamo entrambi la voce grossa. 

L’Europa abbraccia l’Ucraina, con la firma della parte politica dell’Accordo di associazione, vara le sanzioni annunciate contro la Russia, ed avvia la preparazione di un nuovo pacchetto di contromisure da adottare in caso di una nuova escalation. E anche se Mosca definisce le misure Ue “illegali e irrazionali”, decide di non reagire, sghignazza beffarda, fa spallucce e tira dritto, mettendo a segno l’ultimo atto per l’annessione della Crimea. L’unico spiraglio arriva in serata da Vienna dove la Russia ha acconsentito all’invio di una missione Osce in Ucraina che la cancelliera Angela Merkel, all’uscita dal vertice Ue, aveva definito il segnale migliore per una de-escalation.
Per Bruxelles e Kiev è una data storica. Dopo un appuntamento rimandato per mesi, attraversati da moti di piazza, sangue e dolore, con l’intesa di oggi si suggella un reciproco impegno, basato sui valori di democrazia e inclusione, ma che guarda anche alla politica estera e di sicurezza, con un focus su cooperazione rafforzata, prevenzione di conflitti e gestione delle crisi. Una svolta, alla quale l’Ue, a breve, potrà far seguire i primi aiuti al Paese, sull’orlo del default economico.
Una tranche da 610 milioni di euro sarà resa disponibile non appena Kiev avrà chiuso il negoziato con i tecnici del Fondo monetario internazionale (che lavora in parallelo). Ma il vertice dei 28 ha dato il via libera anche ad una quota aggiuntiva di un miliardo di euro in prestiti a medio termine per l’assistenza macrofinanziaria, che rafforza così il pacchetto globale di 11 miliardi di aiuti (pensati sotto forma di vari strumenti), prossimamente al vaglio dell’Europarlamento.
Ma se da un lato l’Ucraina si stringe all’Ue, dall’altro il Senato russo ratifica all’unanimità l’annessione della Repubblica di Crimea e della città di Sebastopoli, e nelle piazze della penisola si festeggia, mentre l’Armenia è il primo Paese a dare il suo riconoscimento ufficiale.

Nessuno scontro allora? Sì, presto, in Ucraìna tra i camerati e il governo.  
E scontri frontali tra Ovest e Russia? Solo se e quando l’alta finanza prevederà una guerra termonucleare per ridurre la popolazione mondiale. Ci siamo? Secondo Lyndon Larouche sì (e anche secondo Casaleggio) ma sembrano precorrere i tempi entrambi.
E in tal caso non ci sarà scontro ma sacrifici umani di massa.

 

 

 

 

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