mercoledì 22 Aprile 2026

Si può sempre prendere il largo

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

alt
C’è chi va controcorrente

 

Nonostante le difficoltà in cui versa il settore nautico, l’Italia resta con la corona in testa a detenere un posto da leader mondiale nel campo. Per questioni legate al gusto tipico del Made in Italy nonché alle competenze tecniche – frutto di storia e avanguardia al tempo stesso – molti armatori premiano ancora le aziende italiane. La nautica per l’Italia è infatti una delle più importanti fonti di prestigio internazionale capace di creare posti di lavoro e indotto sul territorio. Così nell’anno appena concluso non deve stupire se il maggior numero di yacht varati è fieramente un record tutto italiano. Su un numero totale di circa 200 yacht (o poco più) varati quest’anno lo scenario produttivo è stato dominato dal “Bel Paese” con circa 57 vari totali! Segue la Turchia con 22 poi i Paesi Bassi con 20, 11 vari nel Regno Unito e 5 infine negli Emirati Arabi…per citarne i principali. Beninteso che all’estero ci sono importanti e stimabili competitor che al settore danno lustro e fascino non possiamo non esser fieri di quello che è senz’altro un incoraggiante risultato. E se la quantità non sempre va di pari passo con la qualità, l’Italia ancora una volta fa eccezione come si evince dall’elenco che segue.

I 10 superyacht più grandi del 2012

1 – Stella Maris del cantiere VSY-Viareggio Superyachts – che abbiamo visto come ospite d’onore al salone nautico di Genova – nave di 72,10 metri. Architettura navale di Laurent Giles, design esterno di Espen Øino ed interior design di Michela Reverberi. L’ingegneria è di Superyachts Viareggio in collaborazione con Yacht Design Pro Ship & Partners Executive.

2 – J’Ade del cantiere CRN (gruppo Ferretti) lunga quasi 60 metri.

3 – terzo posto per Rahil, dei cantieri Mariotti Yachts, che tocca i 54 metri ed è costruita con scafo in acciaio e sovrastrutture in alluminio realizzato dal cantiere genovese attivo nella progettazione e costruzione di megayachts dislocanti. Yacht designer è Luca Dini.

4 – Better Place del cantiere Wally Europe (Ancona). La nave a vela primeggia per tecnologia e grandezza (50,50 metri) tra gli sloop in navigazione in carbonio.

5 – Enterprise è un’invelata dall’armo ketch, costruita in alluminio da Perini Navi, che segue a breve distanza con i suoi 50 metri. Il piano velico – realizzato dalla Divisione Alberi Perini Navi – è concepito a ketch ed è in grado di sviluppare una superficie velica di oltre 1.400 metri quadrati gestiti da 11 winches. Gli alberi di maestra e mezzana – altezza rispettivamente di 56,7 e 43 metri – sono in alluminio mentre boma avvolgibili e crocette sono in carbonio.

6 – Belle Anna è invece una delle ultime fatiche ( e successi) di Isa cantieri e conta 49,95 metri di lunghezza. Motoryacht dislocante a tre ponti con scafo in acciao e sovrastruttura in alluminio progettato dallo studio Vallicelli.

7 – Misunderstood (Mangusta 165) del gruppo Overmarine si piazza al settimo posto con i suoi 49,90 metri.

8 – Nativa è il primo yacht creato da Arzanà Navi e conta 48,15 metri di lunghezza e 280 tonnellate di stazza. Può accogliere dieci ospiti più otto membri di equipaggio. Materiali e rifiniture sono rigorosamente made in Italy. Il design dello scafo è firmato Bill Tripp.

9 – Project 12 lungo 46,60 metri è stato commissionato da un proprietario che voleva spazi voluminosi e flessibilità per il charter. Project 12, ex Akhir 153, era in costruzione presso i Cantieri di Pisa ma il completamento è poi avvenuto da Pisa Superyacht. il progetto vanta la matita di Carlo Galeazzi e Mark Berryman.

10 – 2 Ladies è infine una nave da diporto costruita e varata dal cantiere Rossinavi lunga ben 46,30 metri di inconfondibile bellezza.

Ultime

Non solo per le ferite

Anche per le dipendenze

Potrebbe interessarti anche