
Ma erano stupri etnici e volontà genocida. Una che non condanneranno mai
Negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, oltre ai tremendi bombardamenti che distrussero diverse città tra cui Dresda, la Germania fu anche vittima di una spietata politica di femminicidio portata avanti dalle truppe d’occupazione sovietiche ed angloamericane, e solo negli ultimi anni tutto ciò sta venendo allo scoperto anche ufficialmente.
Tale politica femminicida portò allo stupro e all’uccisione di quasi 3 milioni di donne tedesche, considerate un mero “bottino di guerra” da parte dei carnefici, e ritenute “colpevoli” e meritorie di tali crimini, in quanto donne e tedesche.
Una delle testimonianze più note di tali atrocità è il “diario di Marta Hillers”, che dopo la fine della guerra divenne anche un libro dal titolo “Una donna a Berlino”, da cui è nato recentemente il film “Anonyma” che racconta lo stupro di massa perpetrato dai sovietici nella Berlino occupata.
Da segnalare che recentemente la storica e giornalista del quotidiano di centrosinistra “Die Zeit” Miriam Gebhardt ha pubblicato anche un libro,”When Soldier Came”, che parla della politica femminicida portata avanti dagli angloamericani.
Nel 2014 è uscito anche “Hellstorm”, un libro di Thomas Gooldrich, da cui è nato anche un documentario, di cui nel video sono presenti alcuni spezzoni.

