Nel Kali Yuga un forte degrado morale, materiale e spirituale, conflitti diffusi, ignoranza e un allontanamento dai valori sacri ce li aspettavamo ma la prima forma di autodifesa è la consapevolezza,la comprensione di quanto accade.
Quindi per noi europei le prime avversità sono senza dubbio l’immigrazione incontrollata e le guerre a noi vicine (Ucraina/Russia e in Medio Oriente),f enomeni oltretutto strettamente correlati. Perché i conflitti inducono emigrazione verso paesi non belligeranti e quindi l’Italia è il primo approdo a portata di mano ma di questo parleremo altrove.
Vorrei restare sul tema Guerra e costi correlati.
Se la Russia dopo 4 anni di combattimenti con l’Ucraina accusa forti difficoltà economiche per i costi di armi munizioni, incursioni, ricerche belliche e uomini (non dimentichiamo il fattore umano) allora Israele che è stato in guerra (e lo è tuttora) dal 1948 come può finanziare 78 anni di guerra e continuare ad attaccare? Ci sono tante forme più o meno occulte, una di queste sono i WAR BONDS. Veri e propri buoni del Tesoro finalizzati al finanziamento bellico.
I “war bond” israeliani (titoli di stato emessi per finanziare le spese militari, specialmente dopo il 7 ottobre 2023) sono acquistati principalmente da grandi investitori istituzionali europei e americani, oltre che da banche locali. Tra i principali investitori figurano Allianz (tramite PIMCO), Vanguard e Wellington Management.
Ecco i dettagli principali sugli acquirenti dei titoli di stato israeliani:
- Principali investitori esteri: Allianz (colosso tedesco) ha acquistato titoli per circa 1,7 miliardi di dollari tra gennaio e novembre 2025. PIMCO (controllata da Allianz) detiene quasi 1 miliardo di dollari, Vanguard circa 546 milioni e Wellington Management 250 milioni.
- Contesto italiano: Anche istituzioni finanziarie italiane, come Arca Fondi Sgr(partecipata da Bper), sono state identificate tra i detentori, con investimenti significativi anche se inferiori a quelli dei giganti americani.
- Investitori interni: Nonostante l’interesse internazionale, a novembre 2025 gran parte dei titoli risultava in mano a investitori interni, con 12 dei primi 20 maggiori possessori di nazionalità israeliana.
- Impatto e polemiche: Questi investimenti garantiscono liquidità per finanziare la guerra a Gaza,in Libano e in Iran attirando critiche e sollevando questioni etiche tra alcuni correntisti e organizzazioni (come BankTrack e Pax). E poi naturalmente Goldman Sachs, Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase.
- Queste grandi istituzioni americane sono citate tra i maggiori investitori nel debito israeliano.
In questo contesto, come dirottiamo i nostri acquisti verso marchi di abbigliamento che rappresentano aziende a noi vicine per etica e scale di valori così possiamo scegliere banche o assicurazioni presenti sul territorio nazionale che non finanziano conflitti e guerre. Non dimentichiamo che essere identitari ci permette di scegliere per noi e le generazioni che verranno.

