La bottega dello speziale

La più antica ancora esistente

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Sono una di quelle attività che, nel tempo, hanno segnato la storia e le tradizioni dell’umanità intera. Delle vere e proprie piazze dei saperi che hanno aiutato a costruire, con il loro contributo, la società di oggi con i progressi che hanno portato nella società attraverso i secoli. Stiamo parlando delle farmacie: non semplici luoghi in cui acquistare medicine, ma veri spazi di preparazione, studio e conservazione dei rimedi, spesso legati a conventi, monasteri o grandi istituzioni cittadine. Oggi quel ruolo di studio non esiste forse più, il loro ruolo è cambiato, ma quello che non è cambiata è la loro importanza per i territori, da quelli più grandi a quelli più piccoli. Oggi le farmacie sono presìdi sanitari quotidiani, punti di riferimento per la salute di tutti i giorni e servizi essenziali nelle città contemporanee. Eppure, in alcuni casi, continuano anche a raccontare una storia molto più antica, fatta di erbe officinali, ricette tramandate e tradizioni che attraversano i secoli. È proprio il caso della città con la farmacia più antica al mondo che è in Italia: il caso più celebre e lampante di questa lunga continuità.

La città che può rivendicare questo primato mondiale è Firenze, grazie all’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, la cui apertura viene datata al 1221 e per questo è considerata la più antica farmacia del mondo. Non un’unica realtà così antica, sia chiaro, ma questa eccellenza, la più antica, è un primato che spetta totalmente all’Italia.

La storia dell’Officina di Santa Maria Novella comincia quando i frati domenicani si stabilirono a Firenze nel 1221 e iniziarono a coltivare un orto monastico e un giardino botanico per produrre preparati e rimedi. Secondo le ricostruzioni, già nel 1334 le cure dei frati erano abbastanza apprezzate da essere ricordate anche in relazione al mercante Dardano Acciaioli. Fonti ufficiali fiorentine ricordano poi che attorno al 1381 venne elaborata l’Acqua di Rose, usata all’epoca sia come disinfettante degli ambienti, soprattutto durante le pestilenze, sia come blando rimedio medicinale.
Nel tempo l’attività si è trasformata da spezieria conventuale a officina aperta al pubblico, mantenendo però un fortissimo legame con la città: ancora oggi la sede storica di via della Scala è insieme bottega, museo e simbolo di una tradizione che ha attraversato più di otto secoli.

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