martedì 14 Aprile 2026

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La Merkel coglie l’occasione per puntualizzare la via tedesca all’invasione clerical-americana da sud

Di cui noi, eterni ottosettembrini, siamo responsabili. La storia si ripete. 

 

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha ammesso che non se la sentirebbe di ospitare profughi in casa sua. «Pur con tutto il rispetto per quelli che lo fanno, è un qualcosa che non al momento non riesco a immaginare», ha dichiarato in un’intervista alla Bild in cui ha ribadito le linee guida di Berlino per l’accoglienza dei migranti, dopo i malumori emersi nella stessa Cdu. ] La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha ammesso che non se la sentirebbe di ospitare profughi in casa sua. «Pur con tutto il rispetto per quelli che lo fanno, è un qualcosa che non al momento non riesco a immaginare», ha dichiarato in un’intervista alla Bild in cui ha ribadito le linee guida di Berlino per l’accoglienza dei migranti, dopo i malumori emersi nella stessa Cdu.

Nella lunga intervista a Bild, Merkel insiste sul dovere di accogliere coloro che fuggono da persecuzioni politiche e guerre civili: «C’è un diritto alla protezione dalla guerra e dalla persecuzione sancito dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra che è valida in tutti i Paesi europei», ha ricordato la cancelliera. «A quanti non possono reclamare questo diritto – ha precisato Merkel, restando ferma sul fatto che coloro che non possiedono i requisiti per ottenere asilo devono lasciare il Paese – dobbiamo dire che devono abbandonare il Paese, per difficile che questo sia per loro». «Questa è l’amara verità che ci costringe a non arrendersi, ma al contrario: dobbiamo raddoppiare gli sforzi per trovare una soluzione politica», ha concluso.

Non è la prima volta che la cancelliera tedesca mostra il lato «cattivo» nella questione profughi e rifugiati da parte della Germania. Se da un lato hanno fatto il giro del mondo le foto di Merkel che si fa i selfie con i migranti, dall’altro destò non poche polemiche, a luglio, il video di una ragazzina palestinese che si era messa a piangere durante un incontro proprio con Angela Merkel in una scuola a Rostock. La ragazzina – scappata con la famiglia quattro anni fa dal Libano – aveva preso la parola per racconta alla Cancelliera di avere paura di essere rimandata nel suo Paese d’origine. «Non so come sarà il mio futuro, perché non so se potrò restare. Anch’io ho dei progetti, vorrei studiare», raccontava la ragazza. «Lo capisco, sei estremamente simpatica, ma nei campi profughi palestinesi in Libano ci sono migliaia e migliaia di persone e non siamo in grado di far venire tutti», fu la replica di Merkel. 

 

 

 

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