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A far piangere non sono i lacrimogeni

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Grandi manovre dalla Cancellieri al caso Stormfront

 

Lacrimogeni che piovono, sparati direttamente sulle teste dei manifestanti, dai piani superiori del ministero di “giustizia”.
Carabinieri che contraddicono le immagini dei filmati e parlano di lanci “da fuori”.
La ministra dell’interno che presenta le truppe bardate e agguerrite che malmenano gli studenti come composte da eroi.
Agenti in borghese che bastonano con accanimento belluino degli studenti liceali assolutamente disarmati sotto gli occhi delle telecamere.
Nessuno che protesta.
Sono segnali numerosi e inquietanti della definitiva sospensione della libertà.


In questo rosario liberticida, una vera e propria perla è l’azione contro il sito Stormfront e i suoi animatori. Oscuramento e prigione per aver manifestato convinzioni ritenute – a priori, ex cathedra e persino ex silentio – come criminose e doverosamente reprimibili.
Ci siamo abituati all’acritica sottomissione ai luoghi comuni più velenosi e infondati.
Sicché non ci stupisce che non ci siano reazioni ad una repressione del diritto di opinione che si spinge fino alla privazione della libertà personale.
Basta che il reato ideologico contestato sia “indifendibile” per luogo comune perché sembri normale e quasi costituzionale che esso venga pesantemente punito.
Da tempo poi siamo arrivati all’assurdo per cui ci si mobilita (del resto quasi sempre a parole) solo per difendere i diritti propri e non quelli altrui.
Sicché tutti coloro che considerano inaccettabili le tesi di Stormfront, magari senza averle lette, non s’indignano se vengono stroncate perché non è ancora venuto loro in mente che s’inizia sempre da qualche parte ma si finisce poi con il colpire qualunque libertà.


La sinistra “libertaria” non ha ancora notato che quella retata è stata dettata dall’indignazione per slogan definiti antisemiti che proprio la sinistra avrebbe scandito davanti alla Sinagoga di Roma.
Una forma di ritorsione diagonale che il governo ha pensato bene di attuare per dimostrare zelo verso uno dei tanti padroni esteri dei commissari fallimentari di Montingham (Israele lo è come gli Usa, l’Inghilterra e tutta una serie di attori extrastatali scagliatisi a banchettare sui nostri resti).
Non hanno capito le sinistre “libertarie” e neppure chiunque altro abbia a cuore la libertà, che Stormfront è un emblema, un pretesto ed un avvio e che le sbarre sono pronte per tutti.
Anche per chi si permettesse di contestare esodi, licenziamenti, amputazioni al sistema sanitario, ingiustizie, violenze, soprusi di ogni tipo e dimensione.
Non hanno capito che il governo d’occupazione straniera sta oggi riesumando schemi vecchi, pericolosi e vili per creare quello status di emergenza con tanto di mobilitazione psicotica che possa consentire non solo il divide et impera ma addirittura il divide et conculca.

 

Ed eccoli a rilanciare questa domenica una giornata “partigiana” per contrastare i “rigurgiti fascisti”. Il tutto contro ogni senso comune e persino controcorrente, visto e considerato che, da quando impazza la banda Monti con il suo sterminazionismo sociale, gli appelli nostalgici all’odio civile di alcuni commissari politici antifascisti sono stati puntualmente disattesi da chi, giustamente, si rende conto di avere altre priorità che non scatenare una guerricciola civile tra ragazzi della via paal.
Ma dai e dai, alla fine il governo e i suoi pur pochi utili mentecatti riusciranno in quest’impresa infame di stolidi guerrafondai. Anche perché conoscono bene l’effetto che si ottiene, in questa direzione, se s’insiste nell’alimentare l’esasperazione di chi subisce soprusi dopo soprusi.
Di sicuro il clima lo stanno creando artificialmente ma non necessariamente senza risultato visto che, tra i vari artifici, hanno dalla loro l’uso improprio e calcolato della forza e della legge.
E l’impressione che si voglia davvero ottenere al più presto risultati efficaci quanto ignobili in quella direzione ce lo conferma la campagna incessante per vietare il corteo romano di Casa Pound: è palese che qualcuno, lassù, vuole disordini e capri espiatori.

 

Ma, mi chiedo e chiedo a tutte le componenti: lo avete capito o no chi ci governa e cosa vuole esattamente da noi tutti? Contro noi tutti.
E allora che facciamo? Ci lasciamo massacrare uno ad uno senza batter ciglio, accettiamo di giocare il gioco che ci stanno costruendo attorno facendo dignitosamente i topolini di sua maestà il gatto o iniziamo a controbattere con intelligenza e senza partigianerie?

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