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Achille Starace

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Il 29 aprile tragico di Milano

Era stato a lungo il segreatrio del Pnf, poi caduto in disgrazia, tanto che non ebbe incarichi nella Rsi.
La mattina del 29 aprile del 1945 Achille Starace, uscito di casa in tuta da ginnastica si apprestava ai quotidiani esercizi quando, credendo di riconoscerlo, alcuni partigiani gli rivolsero la parola mentre si allontanava. “Starace, dove vai?” gli chiesero, per sentirsi rispondere placidamente: “Vado a prendere il caffè”. Bloccato, l’ex gerarca venne condotto in un’aula del Politecnico dove venne sommariamente processato e condannato a morte per fucilazione.
Venne trascinato fuori dall’aula e caricato su un autocarro scoperto con il quale girò tutta la città, subendo una gogna pubblica: venne coperto di insulti, sputi e lanci di sassi e materiale organico. Per l’esecuzione fu portato in piazzale Loreto dove nel frattempo erano stati appesi alla pensilina di una stazione di servizio i cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri gerarchi. Non intimorito rivolse il saluto romano al duce prima di cadere fulminato dal plotone di esecuzione. (wikipedia)

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