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Carlo Borsani

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Il 29 aprile, data tragica di Milano

Medaglia d’oro, cieco di guerra, presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra.
Trascorse la sera del 25 aprile 1945 con i Marò della Decima MAS e la notte all’Albergo Nord in Piazza della Repubblica a Milano, dove, al mattino, rifiutó l’offerta di Junio Valerio Borghese di un espatrio. Si rifugió all’Istituto Oftalmico, ma il 27, a seguito di una delazione, fu rinchiuso nei sotterranei del Palazzo di Giustizia. Nel pomeriggio del 29 aprile, insieme a don Tullio Calcagno, direttore della rivista Crociata Italica, venne condotto nelle Scuole di Viale Romagna e da lì in Piazzale Susa dove fu ucciso da un gruppo partigiano comunista con un colpo alla nuca.
Il suo cadavere, gettato su un carretto della spazzatura, dopo aver girato per le vie dell’Ortica, Monluè e Città Studi, con al collo il cartello “ex medaglia d’oro”, giunse all’obitorio. Da lì fu portato e sepolto al cimitero di Musocco. Il suo portafogli e la sua medaglia non furono mai più ritrovati.

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