Semplicemente perché il lavoro lo ha sempre meno gente
Infortuni sul lavoro ancora in calo, con gli incidenti mortali che toccano un nuovo minimo storico. Nel 2012, le vittime sul lavoro accertate sono state 790, con una diminuzione che sfiora il 30% rispetto al 2008 (1.110). I dati sono della relazione annuale dell’Inail presentata alla Camera dal presidente dell’Istituto Massimo De Felice.
Le denunce di infortuni sono state quasi 745.000 (744.916 per l’esattezza, che includono anche quelli degli studenti delle scuole pubbliche), segnando un decremento del 9% sul 2011 e del 23% sul 2008: quelli riconosciuti sul lavoro sfiorano i 500 mila (496.079), in diminuzione dell’11,3% rispetto a quelli riconosciuti nel 2011 (559.504). Quanto agli incidenti mortali, quelli accertati sono stati 790 (-8,8% rispetto agli 866 del 2011 e -28,8% rispetto ai 1.110 del 2008), di cui 409 avvenuti fuori dall’azienda, a fronte di 1.296 denunce: se anche i 25 casi ancora in istruttoria fossero riconosciuti, evidenzia l’Inail, si avrebbe un calo del 6% sul 2011 e del 27% sul 2008.
Prosegue, dunque, il trend decrescente. Ma a pesare è la crisi con gli effetti negativi che ha prodotto sull’occupazione: meno lavoratori, minor esposizione al rischio.
Tuttavia, nel corso del 2012 sono aumentati le ispezioni e le irregolarità riscontrate: sono state controllate 22.950 aziende, quasi 2.000 in più del 2011, circa l’87% è risultato irregolare. «La percentuale conferma l’efficienza dei sistemi di scelta, della procedura cosiddetta di business intelligence che individua gli insiemi da controllare», sottolinea De Felice. Sono stati regolarizzati 53.734 lavoratori (+10% sul 2011), di cui 45.679 irregolari e 8.055 “in nero” (+7,3%).
