
Il pontefice di quasi tutti
Gaudemus, papa fa gli anni!
Riceve gli auguri dalle massime autorità, dal rabbino capo e del World Jewish Congress che ricambia con gratitudine l’augurio bergogliesco di settembre, col capodanno ebraico alle porte.
È uomo dell’anno, il vecchio in-tonacato di San Pietro, per decisione di Advocate – non so bene di che tipo di ciofeca gossippara si tratti, ma evidentemente è importante.
Perché?
Perché è servo di tutti, e serve a tutti fuorché alla causa per la quale giace, molle, a Roma.
È democratico – nell’ultima monarchia assoluta rimasta in occidente, è vicino al GOI ed ai gay, penitente con gli ebrei e severo coi cristiani, predica povertà ed è strumentale al potere.
Bergoglio è chiesa moderna, vuoto pneumatico di contenuti che si specchia nel mondo dei lobotomizzati.
Dove Cristo è un tipo figo, i negri sono cool, i froci sono simpatici, i maschi bianchi eterosessuali certamente fascisti.
Non ci resta che Putin. Che alla visita pontificia ha mostrato, baciando l’icona della Madonna davanti ad un indifferente Bergoglio, cosa significa “sacer”.
Auguri, papino.

