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Bombardare è bello

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Per Napolitano ancora una volta è giusto

“L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Berlusconi costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sostenendo con queste parole la decisione dell’Italia di partecipare a bombardamenti in territorio libico. Napolitano ha fatto riferimento al “piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato”.
Napolitano lo ha detto prendendo la parola all’incontro con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche Partigiane e d’Arma. “I drammatici eventi che accadono intorno a noi e le profonde ripercussioni che hanno sul nostro stesso Paese e presumibilmente ancor più avranno sul suo futuro – ha detto – ci inducono a guardare al 25 aprile 1945 in una prospettiva più ampia ed attuale. Siamo dinanzi a un nuovo prorompere delle istanze di libertà e di giustizia in regioni a noi vicine e comunque importanti per le sorti della comunità internazionale, dall’Africa al Medio Oriente. Sono improvvisamente insorti e tendono a svilupparsi moti di ribellione contro regimi oppressivi e dittature personali, con il loro contorno di privilegi e corruzione. Si rivendica in sostanza, anche sfidando sanguinose repressioni, il rispetto di quei diritti che le Nazioni Unite sancirono come universali nella solenne Dichiarazione del 1948 e che anche nel mondo diviso in blocchi si riuscì a riaffermare nell’Atto di Helsinki del 1975, destinato a divenire una delle leve essenziali per l’esplodere delle rivoluzioni democratiche nei paesi dell’Europa centro-orientale”.
Al raduno dei partigiani? E quale scenario migliore si poteva scegliere per offrirsi come serventi delle potenze imperialistiche e degli invasori?

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