mercoledì 22 Aprile 2026

Buon anno

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a quelli che non si arrendono

 

che da noi sono pochi.
Buon anno a coloro che vogliono uccidersi, augurandoci che da oggi ne abbiano un altro di riflesso.
Buon anno ai produttori massacrati dalle tasse, dalla concorrenza e dall’oligarchia speculatrice che, si spera, inizieranno ad organizzarsi tra loro per liberarsi dal giogo.
Buon anno a quei lavoratori, pochi, che non chinano la testa e che, insieme alle federazioni sindacali, poche, che non obbediscono alle segreterie nazionali, danno battaglia.
Buon anno a quei disoccupati che s’ingegnano e che s’inventano da vivere.
Buon anno alle vittime dell’ingiustizia, tante e sempre di più, ma soprattutto a quelle, poche, che all’ingiustizia non si rassegnano mai.
Buon anno a chi ha capito, o non ha mai cessato di capire, che ci stanno facendo la guerra, ininterrottamente, da quasi un secolo.
Buon anno quindi ai prigionieri di guerra ancora sequestrati dal gusto di vendetta del gangster vincitore.
Buon anno a tutti i prigionieri di quella guerra continuata a intermittenza, in cattività dopo le guerre civili che si sono susseguite fin dopo la caduta del Muro e che hanno tenuto alta la testa negli anni di piombo.
Buon anno a quei pochi che non hanno barattato la dignità con il piede libero.
Buon anno a quelli che non ti vengono a dire “erano altri tempi”, “tutto è cambiato”, “non è più così”, “bisogna adeguarsi”.
Buon anno a coloro che non liquidano la Nazione come oramai liquidata, accettando le violenze dialettiche della Caritas e di tutti gli altri mercanti di schiavi viscidamente protesi alla realizzazione di un Piano Morgenthau universale. Buon anno quindi a quelli che non tradiscono la comunità nazionale in nome di un “progresso inarrestabile” facendo proposte oscene e politicamente corrette di snazionalizzazione delle masse e dell’identità.
Buon anno a chi è conscio della realtà tragica in cui ci troviamo e non si racconta balle tranquillizzanti per disertare meglio.
Buon anno a chi non è buffone ma a chi sa ancora essere sorridente nella tragedia.
Buon anno a chi in Italia saprà concentrare le forze per ripartire dalla parte giusta. Come suggeriamo nel pezzo a seguire.
In un Radicato Stile Italico e con maturazione peronista.
Buon anno a chi combatte nel mondo contro il potere nientificante.
Buon anno a chi come Orban, Putin, Assad, non si piega.
Buon anno alla Palestina, all’Ungheria, all’Islanda, alla Grecia e al popolo siriano che resiste strenuamente all’invasione internazionalista e liberticida operata dai democratici e dagli jihadisti.
Buon anno a chi si ricorda che è il bicentenario della nascita di Wagner e a chi lo vivrà nella sua colonna sonora.
Buon anno a pochissimi.
Tanto peggio per gli altri.

Il rimando è al pezzo che segue.
In ogni caso, questo è il link:
https://noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=18688;nuovo-anno&catid=7;alterview&Itemid=13

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