
Ma non riguarda Niguarda, off course
Un minuto e mezzo di sospensione dell’incontro è stato disposto dall’arbitro Rocchi all’inizio del secondo tempo della partita tra Milan e Roma per il protrarsi di offese dei tifosi della Roma contro Mario Balotelli. Già nel primo tempo, l’attaccante rossonero era stato oggetto di ululati e altre espressioni offensive, cui il giocatore ha reagito facendo il gesto di zittire i supporter giallorossi. Su sollecitazione dall’arbitro, lo speaker dello stadio aveva ricordato che episodi razzisti possono portare alla sospensione della partita. All’inizio della ripresa, gli episodi si sono ripetuti e a quel punto Rocchi ha deciso di sospendere l’incontro. Dopo nemmeno due minuti, la partita è stata fatta riprendere.
“Sospendete la partita, sospendete la partita”: hanno scandito questo coro i tifosi romanisti durante i circa 90 secondi in cui l’arbitro ha sospeso la partita fra Milan e Roma per i cori razzisti e gli insulti nei confronti di Mario Balotelli, che sono proseguiti anche dopo lo stop di circa un minuto e mezzo. Si tratta della prima volta in questo campionato di serie A che una partita viene sospesa per cori razzisti.
Nella città che doveva essere in lutto per il massacro di Niguarda del giorno prima, non si è pensato di meglio che di fare questo spot “antirazzista” continuando a FINGERE D’IGNORARE che Balotelli è oggetto di fischi e lazzi perché ama provocare, perché è insolente.
Contro i tifosi avversi ma anche, in passato, contro i propri e persino verso i suoi compagni di squadra.
Del resto nel Milan giocavano altri quattro colorati e nessuno se l’è presa con loro. C’è di più: nessuno se la prende con nessuno in Italia se non con lui. Per come si comporta, non per il colore della pelle.
Ma bisogna fare di Balotelli un testimonial e bisogna imporre una dittatura culturale, ideologica e giuridica.
E buttarla in vacca dimenticando le vittime di Milano.
A Milano c’è uno scandalo. Ma non riguarda Niguarda,

