mercoledì 22 Aprile 2026

Ci pensano gli americani

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a credibilizzare la farsa della Cgil

 

La “caccia alle streghe” del maccartismo è ormai un pezzo di storia passata, ma sembra continuare dentro le basi Usa in Italia. Il “nemico rosso” in questo caso è la Cgil, sindacato che non viene riconosciuto dagli accordi firmati dal governo degli Stati Uniti con i cinquemila lavoratori dei cinque aeroporti militari sparsi sul territorio nazionale. Ad accendere i riflettori su un problema che va avanti da mezzo secolo sono gli 800 lavoratori dello scalo di Sigonella, che oggi a Catania hanno avviato una campagna nazionale per denunciare quella che definiscono “una situazione anomala che viola il dettato costituzionale e impedisce ai dipendenti di scegliere liberamente da chi farsi rappresentare”.
“L’amministrazione americana – spiega Angelo Villari, segretario della Cgil di Catania – riconosce come interlocutori unicamente Cisl e Uil, rifiutandosi di ammettere alle trattative sindacali la Cgil e le altre organizzazioni. Del resto, il contratto vigente che regola i rapporti tra governo Usa e lavoratori, all’articolo 2 comma 1 recita testualmente che “i comandi intrattengono rapporti sindacali solo con Fisascat Cisl e Uiltucs Uil”. Di fatto impediscono ai dipendenti iscriversi liberamente sia alla Cgil che agli altri sindacati, che non siano Cisl e Uil. Sia chiaro che noi difendiamo la libertà di scelta e chiediamo che siano ammessi tutti i sindacati, non solo il nostro”.
“La nostra è una condizione poco chiara – racconta Rosario Pellegrino, che da 38 anni lavora dentro la base militare siciliana – siamo tutti cittadini italiani, ma appena varchiamo il cancello del sito perdiamo i principali diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Paghiamo le tasse allo Stato italiano, ma non godiamo dei diritti riconosciuti ai suoi cittadini. Siamo stati dimenticati, questa è una vera e propria anomalia democratica”. A preoccupare gli 800 dipendenti di Sigonella è soprattutto il contesto di spending review che si respira da qualche mese dentro le basi statunitensi in Italia. “A Livorno – spiegano i lavoratori – hanno già licenziato 41 persone e tutti e cinque gli aeroporti sono in una situazione finanziaria critica. Si prospetta un futuro di tagli al personale, per questo è necessario avere una rappresentanza sindacale forte e capillare”.
Quello che Cgil catanese e lavoratori chiedono, anche attraverso la raccolta firme tra i colleghi delle altre basi, è il libero accesso alle organizzazioni sindacali e la modifica dell’articolo 2 del contratto di lavoro. “Chiediamo alla Cgil nazionale – aggiungono dalla segreteria di Catania – di avanzare formale richiesta di sedere al tavolo per il rinnovo del Ccnl attualmente in corso, e giriamo il caso al governo regionale e nazionale. Facciamo appello anche a Cisl e Uil affinché ci sostengano in questa battaglia. I muri sono caduti da un pezzo, è inconcepibile avere ancora di questi problemi”.
Intervengono gli americani a credibilizzare la farsa patetica della Cgil.
Come ai vecchi tempi: la grande complicità non è mai svanita. Questioni di affinità elettive. 

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