Gli antifa a comando e lo scebario della somma jihadisti – nuovi partigiani
Ci risiamo. Ad ondate periodiche, come si addice a chi agisce per riflessi indotti, si riaffacciano sulla scena gli antifascisti.
Sempre piu’ tristi, sempre piu’ esigui , sempre piu’ isolati dal contesto reale, stavolta hanno colto l’occasione per indire una manifestazione nazionale antifascista a Cremona, indetta per sabato 24 gennaio, dopo che un loro esponente, è stato ferito, in circostanze ancora tutte da chiarire, durante un agguato organizzato dagli stessi, ai danni di alcuni esponenti di Casapound.
La tecnica è vecchia quanto il cucco: gli antifascisti prima attaccano , poi, se le cose non vanno come da loro auspicato, piagnucolano e recitano il ruolo delle vittime .
Dopodiche’ per far salire la tensione ulteriormente dovremo assistere al solito teatrino di disordini e violenze che questi soggetti sono soliti compiere, perlopiu’ impuniti, da decenni.
Quel che è interessante sottolineare è il loro agire a comando :quando la sinistra istituzionale, PD in testa , è in difficolta’ ed intende accelerare il proprio dominio sul Paese, questi personaggi in cerca d’autore, di volta in volta qualificati come “antagonisti”, “no-global”, “centri sociali “ o “giovani di sinistra” rispuntano fuori e ricominciano il loro misero teatrino.
E’ da quando Matteo Salvini ha preso la scena politica e mediatica, che soprattutto nel Centro-Nord Italia , si è assistito ad una ripresa delle aggressioni , dei vandalismi alle sedi, quando non delle bombe, aventi come bersaglio soprattutto Casapound, in quanto Movimento che ha acquisito una indubbia visibilita’ ed esposizione mediatica e di piazza.
In Italia non ci deve essere opposizione sociale e nazionale e men che meno ora che tutti i problemi causati dalla politica anti popolare ed antinazionale del PD e delle sue “allegri comari “ berlusconiane ed alfaniane del Nazareno, stanno affiorando nella loro drammaticita’:dall’immigrazione clandestina, alla disoccupazione di massa , alla poverta’ diffusa tra gli italiani.
Il nuovo “compromesso storico” costruito sulla base della riforma della legge elettorale truffa e del patto per il Quirinale, ha bisogno anche di una sua “base partigiana” , come lo ebbe quello tra la DC ed il PCI, ed ecco che spuntano nuovamente gli idioti dell’antifascismo , sempre pronti a gettare benzina, non solo metaforica, laddove vuole il Potere.
In un Italia lacerata da una crisi pilotata dall’estero, è tradizione che si soffi sul fuoco della guerra civile; è stato fatto in passato e si ritentera’ di farlo oggi, utilizzando i soliti idioti dell’antifascismo e speriamo che ci si limiti a non indurre qualche “nuovo partigiano” a compiere azioni dissennate ,come successo 30 anni fa.
I segnali, in tal senso , non inducono a ben sperare, anche per la copertura decennale, garantita all’area dei Centri Sociali quando si tratta di attaccare i fascisti o anche la Lega :si trattera’ quindi di tenere occhi e orecchie ben aperti, per cogliere eventuali radicalizzazioni scellerate da parte di settori facilmente aizzabili, se consci di poter agire coperti e impuniti, come avvenuto in Grecia un anno fa, contro i due giovani militanti di Alba Dorata ad Atene.
Su un altro piano, ovviamente, si moltiplicano i timori sulla stampa di un attacco “jihadista “ in Italia: ma anche in questo caso, è il quadro generale della situazione italiana, europea e mondiale, che induce a pensare che si voglia utilizzare anche questo strumento dello “jihadismo”, come si è usato o si vuol usare anche oggi la violenza di matrice “partigiana “, a seconda del tipo di utilita’che i diversi “pupari” vorranno conseguire.
Di certo, la combinazione dei due elementi partigiano e jihadista, entrambi portatrici di una logica terroristica antinazionale e mirante all’annientamento del nemico, sarebbero devastanti per il paese, e riproporrebbero l’ utilizzazione ,ancora una volta, del terrorismo , ai fini di posizionamento dell’Italia, nel quadro della strategia antieuropea , attualmente in fase di piena accelerazione.
