Si sono assunta la falsa paternità di una serie di attentati scagionando ora la Cia ora l’aviazione israeliana. Hanno fatto affari con le multinazionali e con la Casa Bianca: ora i finti rivoluzionari del governo libico ottengono un altro pagamento al proprio servilismo.
Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha revocato l’embargo commerciale in vigore fino ad oggi nei confronti della Libia. La decisione, annunciata dal portavoce Scott McClellan, era gia’ nell’aria ed e’ stata presa perche’ Washington giudica che la Libia ha fatto fronte a tutte le richieste americane sullo smantellamento dei programmi di armi di distruzione di massa. Ufficialmente, il governo americano aveva detto venerdi’ che l’accordo tra Usa e Libia stava per essere perfezionato, ma che non era ancora stato raggiunto. La decisione di Bush – che ha firmato l’ordine esecutivo – significa che, per Washington, Tripoli ha mantenuto tutte le promesse e ha completato la terza fase del piano di disarmo annunciato pubblicamente il 19 dicembre 2003. Usa e Gran Bretagna nei mesi scorsi hanno potuto ispezionare i siti libici e rimuovere circa mille tonnellate di materiale legato ad armi di distruzione di massa. Le ultime verifiche sono state all’altezza delle aspettative americane e hanno permesso di accertare che la Libia ha avviato anche lo smantellamento dei missili Scud B.
Proprio in giornata si era appreso che la Commissione europea ha intenzione di proporre agli Stati membri, una strategia in tre punti per nuove relazioni con la Libia: levata dell’embargo economico, sostegno alla richiesta dell’Italia per una eliminazione parziale da subito delle misure restrittive alle esportazioni di armi, levata totale dell’embargo a termine. La strategia della Commissione – ha appreso l’Ansa – e’ stata presentata al gruppo ristretto di lavoro che ha preparato la riunione del Coreper (Comitato dei rappresentanti degli Stati membri a Bruxelles) e sara’ discussa mercoledi’.

