Home Altrove Come fascisti su Marte

Come fascisti su Marte

Con la stessa inventiva

0

Lievito e gelatina?

Quando l’uomo metterà piede su Marte, una delle sfide più grandi sarà costruire rifugi sicuri. Sorprendentemente, queste strutture potrebbero essere realizzate con un materiale a base di lievito e gelatina, almeno secondo uno studio condotto dai ricercatori di Hong Kong.

Un articolo pubblicato da un gruppo di scienziati dell’Università di Scienza e Tecnologia di Hong Kong e dell’Università Politecnica di Hong Kong ha descritto un metodo per costruire strutture su Marte che non si basa sul riscaldamento ad alta intensità energetica per trasformare la regolite in elementi costruttivi. Il team ha, invece, utilizzato lievito e gelatina geneticamente modificati, mescolati con polvere marziana simulata, per stampare le strutture in 3D. “La mia ispirazione è nata dalla frutta liofilizzata che diventa più dura”, ha dichiarato a Cell Press Jishen Qiu, autore principale e professore associato presso l’Università di Scienza e Tecnologia di Hong Kong. L’idea di Qiu è relativamente semplice: prendere un componente di lievito geneticamente modificato per produrre proteine ​​adesive che leghino i vari elementi. Combinarlo con un idrosol di gelatina artificiale che funga da mezzo di coltura per il lievito. Aggiungere della semplice terra marziana e produrre il materiale attraverso un ugello di stampa 3D. Se tutto funziona come previsto, il risultato dovrebbe creare una sostanza schiumosa che, esposta all’atmosfera secca e fredda di Marte, si liofilizza.

Man mano che il ghiaccio sublima trasformandosi in vapore, si dovrebbe ottenere un materiale leggero, poroso, ma incredibilmente resistente. Secondo i ricercatori, è esattamente ciò che hanno ottenuto in laboratorio. “Il materiale indurito ha raggiunto una resistenza media alla compressione e alla flessione di circa 12 e 6 MPa”, ha affermato il team (la stessa resistenza del calcestruzzo terrestre di bassa qualità). Ma c’è un ulteriore vantaggio, il team ha osservato che il fabbisogno energetico è di uno o due ordini di grandezza inferiore rispetto a quello necessario per trasformare la terra marziana (o lunare) in materiale da costruzione tramite un processo termico. Secondo gli esperti, inoltre, il materiale può anche essere scomposto e riutilizzato, a patto che almeno una singola cellula di lievito sopravviva al processo e al freddo di Marte. Il team non è certo che il processo funzioni completamente, ma nulla impedisce agli astronauti del futuro diretti sul pianeta rosso, di tenerne una scorta a portata di mano per progetti futuri, giusto per sicurezza. Le strutture che gli esperti hanno realizzato e testato nelle loro condizioni simulate di Marte erano minuscole e a forma di alveare, alte appena 45 mm. “Ma esiste qualche legge fisica o meccanismo fondamentale che ci impedisca di farlo in grande anche su Marte?” – chiede Qiu a proposito del suo lavoro – “al momento non ne vedo”.

Exit mobile version