lunedì 13 Aprile 2026

Cosa non farebbero pur di eccitarsi?

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Dopo aver espiato una condanna per violenza carnale, per evitare la recidiva, si potrebbe introdurre nel corpo del pregiudicato un microchip con Gps: questo in alternativa alla castrazione chimica che viene praticata per esempio in Germania.
La proposta arriva da Henriette Haas , professoressa di psicologia forense all’università di Zurigo, dopo il caso di Adeline M., la terapeuta sgozzata da un pluristupratore vicino a Ginevra.n un’intervista al settimanale svizzero Die Weltwoche, la criminologa ha dichiarato: “I detenuti in questione, che non si possono o non si vogliono internare, dovrebbero essere posti davanti a un’alternativa: verrebbero liberati solo se accettano di avere nel loro corpo un microchip con un GPS (abbinato anche a un trasmettitore, N.d.R.) che segnali ogni loro movimento”.
L’esperta ha aggiunto: “Gli incaricati alla protezione dei dati probabilmente strillerebbero, ma le vittime di gravi atti criminali sono spesso costrette a far fronte per tutta la vita alle conseguenze di un delitto”.
“Da parte sua, il delinquente avrebbe sì degli svantaggi, ma da ritenere accettabili, considerando che l’alternativa potrebbe essere un internamento a vita.”

 

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