giovedì 23 Aprile 2026

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Crediamo che ci siano droni dove non ci sono e poi per le Twin Towers qualcuno crede ancora alla favoletta degli aerei dirottati

 

Un aereo vola su una montagna innevata. È il nuovo Qaher 313, velivolo invisibile ai radar appena entrato nella flotta iraniana. Nero, aggressivo, col suo profilo squadrato sorvola orgoglioso il monte Damavand, un vulcano dormiente noto per essere la cima più alta dell’Iran e di tutto il Medio Oriente. La foto è suggestiva, fa un certo impatto, e c’è solo un problema: l’autore non è un fotografo ma Photosh.
LA BUFALA È SERVITA – Guardando con attenzione lo scatto si avverte una certa discontinuità tra il velivolo e lo sfondo, le luci che si riflettono sulla fusoliera non sembrano venire dal sole, ma la certezza della bufala è arrivata grazie agli zelanti utenti della Rete. Dopo aver condotto approfondite ricerche si è scoperto che l’immagine del Qaher 313 è stata presa durante la presentazione del velivolo avvenuta due settimane fa a Teheran (il video) alla presenza del presidente Mahmud Ahmadinejad. L’aeroplano era ovviamente fermo nell’hangar, come un’auto in un garage. La montagna sullo sfondo invece è stata presa da uno scatto di agenzia, qualche piccolo ritocco ed ecco che la neve che la copre diventa di un bel bianco brillante col cielo più azzurro che mai.
È TROPPO PICCOLO – Il «fotopasticcio» comparso sul sito d’informazione locale Khouz News nasconde però un secondo bluff: secondo diversi esperti il velivolo presentato dal regime è troppo piccolo per poter volare. «Avete mai visto un pilota con le ginocchia sopra i bordi laterali della cabina e il casco ben al di sopra del poggiatesta del seggiolino eiettabile?», si chiede David Cenciotti sul suo blog The Aviationist, uno dei punti di riferimento nel mondo dell’aeronautica. Chiaramente la risposta del regime non si è fatta attendere. Durante lo show televisivo Dirooz, Emrooz, Farda il ministro della Difesa, Ahmad Vahidi, ha accusato i suoi detrattori di propaganda nemica, ma a nulla è valsa la sua opinione: Teheran infatti non è nuova a rampanti esperimenti di fotoritocco.
IL DRONE GIAPPONESE – Il precedente più clamoroso risale al 7 novembre scorso quando l’agenzia di stampa iraniana aveva pubblicato le prime foto del drone Koker 1, un velivolo senza pilota altamente strategico, il primo capace di decollare e atterrare in verticale. Anche in questo caso però il vero autore della foto era Photoshop. Lo scatto in realtà ritraeva un prototipo realizzato dall’Università giapponese di Chiba, che nulla ha a che fare con il paese mediorientale: gli autori del falso avevano semplicemente cancellato le turbine eoliche che spuntano sopra il palazzo dell’università lasciando tutto il resto intatto.
APOCALISSE TELEVISIVA – La inesauribile vena creativa dei grafici ha raggiunto il parossismo del cattivo gusto nell’ottobre del 2012, quando il sito iraniano PressTV aveva presentato un fotogramma del film apocalittico americano The Day After Tomorrow come un’immagine reale dei disastri compiuti dall’uragano Sandy. Tra fiumi d’acqua che invadevano Manhattan e taxi sommersi sulla Quinta strada, era stato facile per la Rete svelare il falso, tanto che in molti danno un consiglio accorato al regime: è tempo di aggiornare il software alla nuova versione, altrimenti è troppo facile scoprirvi.

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