
Scure sulla sanità nel Lazio
Quattrocento milioni. È il taglio al fondo sanitario che ricadrà sul Lazio, in base ai provvedimenti del Governo, nel 2013. E quella riduzione arriverà a 600 milioni nel2014. Con questi presupposti ieri si è svolto un vertice tra i direttori generali delle Asl di Roma e il Lazio e il commissario per la sanità, Filippo Palumbo. Un incontro durato oltre tre ore, con momenti anche di grande tensione. I direttori generali hanno contestato con forza la direttiva scritta e firmata da Fernando Romano, direttore del settore sanità della Regione, che nei giorni scorsi ha chiesto di inviare i bilanci di previsione delle Asl ma soprattutto di applicare tagli del 15 per cento. La richiesta a Palumbo è stata semplice: ritirare quella direttiva.
Il commissario ha preso tempo, ha detto che su questo punto ha bisogno di qualche giorno su riflettere, ma ha anche fatto alcune concessioni. Prima di tutto i direttori generali avranno una settimana in più a disposizione per completare i bilancio di previsione. Anche se, osservano alcuni manager, in una settimana cambia poco, non è che in quel lasso di tempo mutano le condizioni per trovare i margini di un taglio del 15 per cento delle spese, tenendo conto che la direttiva sottolinea che questo deve avvenire garantendo gli stessi servizi. «Palumbo però – spiega ancora Enrico Bollero, direttore generale del Policlinico Tor Vergata e presidente di Federsanità-Anci Lazio – ha accettato di continuare il dialogo, incontrandoci ciclicamente. Questo va apprezzato, quanto meno da Palumbo c’è la volontà di confrontarsi».Resta la scure del meno 15 per cento contro la quale i direttori generali si sono scagliati con puntiglio ricordando: «Pensare di scrivere un bilancio di previsione con queste indicazioni, ma anche mantenendo invariati i servizi, sarebbe come scrivere un bilancio falso». Osserva Aldo Morrone, dg dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini: «Diciamocelo francamente, la situazione con questi nuovi tagli è drammatica. Se non c’è una riordino della rete ospedaliera, una riorganizzazione, come si può pensare dall’oggi al domani di tagliare del 15 per cento i bilanci».
Anche Vitaliano De Salazar, direttore generale dello Spallanzani, osserva: «La settimana in più che ci è stata concessa per i bilanci di previsione nella sostanza cambia poco il quadro di riferimento. Il problema è strutturale».
Su un tema, come ricorda anche Antonio Paone, direttore generale dell’Asl Roma C, i manager della sanità laziale si sono trovati tutti d’accordo: questa è una Regione che ha dimezzato, con mille sacrifici, il disavanzo, passando da oltre 1,5 miliardi ai 780 milioni con cui si è chiuso il 2012. Fare i conti con i nuovi tagli disposti dal Governo, che imporranno una riduzione del fondo di altri 400 milioni, rischia di compromettere il lavoro che è stato fatto fino ad oggi.

