Come ancora una volta abbiamo pugnalato alle spalle la Germania per impiccare alla fine noi stessi
Quella che pochi giorni fa è stata salutata unanimemente come la grande ancora di salvezza dell’Euro è in realtà il de profundis dell’Europa. Mi riferisco alla decisione di Draghi di consentire l’acquisto illimitato da parte della BCE di titoli di Stato dei paesi alle prese con problemi di debito pubblico, ovvero quasi tutti i paesi dell’UE, ma in particolare Spagna e Italia. Questo fa il paio con l’altro “evento spettacolare” salutato come salvifico della decisione della Corte Costituzionale tedesca di ratificare la legittimità del Fondo Salva –Stati.
E proprio la Germania si renderà presto conto di aver dato il via libera in questi giorni ad un nuovo Trattato di Versailles che colpirà proprio la “locomotiva d’Europa” e la trasformerà nell’amministratore fallimentare dell’Unione Europea ed in nuovo colpevole del disastro , svolgendo l’ingrato compito di capro espiatorio per conto della Commissione Europea, del FMI e della Banca Centrale. La Merkel si è arresa stavolta non a Versailles ma a Karlsruhe, dopo un assedio durato un anno.
Insomma la BCE comprerà titoli di stato in quantità illimitata, ma nessuno degli arguti economisti e commentatori ha spiegato ai popoli europei con quali soldi e soprattutto chi pagherà per cotanta generosità. In realtà stiamo parlando di una trappola ben congegnata.
Se si va a leggere bene, prima di attivare questa procedura, i paesi dovranno chiedere espressamente gli interventi, che significa accedere ai fondi Efsf-Esm ed accettare «strette condizioni». Condizioni che si traducono in altre misure di austerità con la probabile aggiunta di massicce privatizzazioni del patrimonio pubblico (il maggiordomo di Bruxelles è pronto a sferrare l’attacco nelle prossime settimane con o senza richiesta di aiuti).
La Bce interromperà le proprie azioni di acquisto titoli in caso di mancato rispetto degli accordi da parte dei paesi. Draghi ha anche affermato che occorre cercare il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale nel programma di aiuti cui anche la Bce parteciperà, riferendosi in particolare al monitoraggio dei paesi aiutati. Insomma il copione ‘greco’ sarà seguito anche per Italia e Spagna per capirci. E cosa peggiore oggi ci si mette anche il FMI e non c’è niente di peggio. Per cui Commissione europea, Banca centrale e Fondo monetario proprio loro che concentrano i poteri, alimentano la
recessione, espropriano la volontà popolare.
Come detto è ovvio che i soldi che la BCE impiegherà per rastrellare i titoli degli Stati in difficoltà ai tassi di mercati non piovono dal cielo, ma proverranno dai cittadini tramite nuove imposte, privatizzazioni selvagge e tagli allo Stato sociale cosicché si metterà in atto una colossale partita di giro: dalle tasche del popolo alla Bce che li impiegherà per ridurre lo spread dettato dai mercati vendendoli sempre ai mercati: gli unici che faranno un buon affare .Fantastico. Insomma il classico gioco delle tre carte dove il vecchio tavolino alla Stazione Termini sparirà quando arriverà il conto da pagare.
In tutto questo non c’è uno straccio di progetto economico per incrementare il PIL e la ricchezza nazionale e l’occupazione, veri motori di ogni ripresa economica, ma si continua a farfugliare di “produttività” e menate varie quando le fabbriche italiane ( vedi Alcoa, CarboSulcis ma anche la Fiat) sbaraccano e licenziano. In compenso ci si prepara a smantellare anche lo Statuto dei lavoratori , sanità ed istruzione.
Il problema italiano e spagnolo, non è lo spread ne’ il debito pubblico , ma lo sviluppo economico che non si vuole potenziare proprio per tenere i paesi indebitati, deboli e ricattabili e per sviluppare la perversa logica finanziaria e speculativa di cui si è scritto.
Una politica che punti sulla produttività,dovrebbe prevedere ingenti investimenti pubblici per riavviare l’economia e l’occupazione, privilegiare i prodotti italiani ed europei introducendo dazi sulle merci extraeuropee, prevedere che i titoli di Stato siano emessi sulla base del PIL prodotto e gli interessi degli investitori stranieri pagati con merci europee e la reintroduzione di un meccanismo di eventuale riacquisto dei titoli eccedenti da parte della BCE ad un tasso bloccato , e non deciso dai mercati, onde tagliare le ali agli speculatori. So bene che queste idee non sono neppur lontanamente all’ordine del giorno, ma prima o poi qualcuno le dovrà mettere in atto per tagliare il nodo scorsoio del cappio che ci è stato messo al collo.
