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Dieci piccoli indiani

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e non ne rimase nessuno

Chi ha avuto il piacere di leggere il celebre giallo di Agatha Christie, si ricorderà dei dieci personaggi, ognuno con una colpa inconfessabile, convocati su un’isola sperduta al largo delle coste inglesi, da una misteriosa entita’ che li ucciderà uno ad uno,con un finale a sorpresa che vede nel vecchio Giudice l’esecutore degli efferati delitti.
La filastrocca che fa da leit-motiv agli omicidi è celebre e indica macabramente ogni indiano in meno.
Come non comparare il celebre giallo a quanto sta accadendo in Italia dopo le elezioni del 4 marzo?
Il Giudice è facilmente identificabile nell’Unione Europea, nella Troika  e nei potentati economici sovranazionali che ancora una volta faranno cadere uno dopo l’altro i partiti che si accingeranno a governare.
Uno dopo l’altro, PD, Lega e centrodestra, 5 Stelle, una volta ratificate le scelte del DPEF e la manovra dettata dalla Commissione in materia di debito pubblico, sono destinati a soccombere per la loro manifesta incapacita’(le colpe inconfessabili) e la debolezza di fondo che ogni pastrocchio del Presidente, non riuscirà a dirimere se non temporaneamente.
Che si torni alle urne o meno, ci aspetta una lunga e dolorosa fase di transizione,con ognuno dei protagonisti pronto a sparire per dare il posto ad un altro “piccolo indiano”, fino ad esaurimento ;sperando che anche gli italiani non facciano la fine degli “indiani”.
Alla fine come nel giallo resterà solo il Giudice.

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