lunedì 13 Aprile 2026

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Oltre a pagare per il loro arrivo e la loro sussistenza sul posto con sussidi che gli italiani non hanno, adesso paghi pure per la creazione di una nuova borghesia immigrata che – essa – studierà praticamente gratis.

È la prima università italiana a dare concretezza alla solidarietà verso i rifugiati che sono giunti in Italia. La prima università ad offrire loro la possibilità di laurearsi aggirando l’ostacolo dei costi delle tasse universitarie. Costi proibitivi, per chi si affanna nella sopravvivenza quotidiana.

L’università Orientale apre i suoi corsi di laurea ai rifugiati approdati nel nostro Paese, e lo fa mettendo loro a disposizione borse di studio che coprono l’intero costo del percorso universitario.

Tre anni di borse di studio per le lauree triennali, due per le lauree magistrali. “Perché compito dell’università è anche favorire l’integrazione di chi vive qui e dare loro la possibilità di studiare. Gli stranieri sono una risorsa per il Paese, e questo una università come l’Orientale lo sa bene. Dunque abbiamo il dovere di dare il nostro contributo” spiega il rettore Elda Morlicchio.

Che appena qualche giorno fa ha portato la sua proposta in senato accademico e in consiglio di amministrazione, ottenendo l’unanimità dei consensi. Tutti d’accordo. Docenti e studenti.

Ed immediata è giunta anche la prima richiesta di immatricolazione. Ad inoltrarla, un rifugiato etiope di 31 anni. Yoluf, un nome di fantasia per rispettare la sua discrezione, è tra le migliaia di immigrati sbarcati sulle coste della Sicilia, a Lampedusa.

Vi mise piede nel 2011, dopo un’odissea durata mesi, con la fuga insieme ad altri connazionali attraverso gli impervi territori africani e il ricatto di scafisti senza scrupoli.

Yoluf la spuntò; a Lampedusa si rimise in sesto, poi una nuova partenza, questa volta verso la Campania. Dove vive, in provincia di Caserta, ormai da anni, inizialmente in un centro di accoglienza, per 24 mesi, poi in una casa presa in affitto.

A lungo Yoluf si è dibattuto tra le pratiche legali prima, per ottenere lo status di rifugiato, la ricerca di lavoro poi.

Senza mai abbandonare il sogno di continuare gli studi, lui che aveva già conseguito una laurea in islamistica e desiderava completare il percorso universitario con la laurea magistrale. Ora l’Orientale gli apre le porte. Rinunciando alle tasse d’iscrizione per i prossimi due anni ovvero per la durata legale del corso di laureea magistrale in Scienze delle lingue storie e culture del Mediterraneo e dei paesi islamici.

Lo studente dovrà pagare solo la quota regionale per il diritto allo studio, che non rientra nella sfera giuridica dell’ateneo.

“L’Orientale – aggiunge Elda Morlicchio – vuole così dare il suo contributo all’integrazione di chi ha scelto l’Italia per costruire il proprio futuro. E nel convincimento che gli studi siano una leva indispensabile per il futuro stesso, l’ateneo mette a disposizione le proprie risorse. Intendiamoci: per noi non si tratta di estranei. Gli immigrati, i rifugiati, non sono altro da noi. Per noi non sono

stranieri, perché da sempre l’Orientale studia le loro lingue e le loro culture”.

L’ostacolo maggiore, adesso, è quello burocratico, perché l’iscrizione all’università implica il conseguimento di un diploma di scuola superiore (o di una laurea triennale per accedere alla laurea magistrale) ed è raro che gli immigrati abbiano con loro, in Italia, i documenti che certificano il loro precedente percorso scolastico.

 

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