mercoledì 18 Febbraio 2026

E avanti con il teorema

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

alt
Quattro arresti assurdi con una spiegazione inquietante

Un’aggressione in perfetto stile squadrista, che riporta indietro nel tempo di circa trent’anni. Vittima dell’aggressione, avvenuta la sera del 2 gennaio scorso nei pressi della prefettura del capoluogo salentino, Matteo Maria Pascariello, ventenne, esponente del locale «Collettivo Autonomo Organizzato Studentesco» e «Antifa», studente universitario alla facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, ma residente a Lecce. La polizia di Lecce ha individuato quattro ragazzi, che sono stati arrestati, ritenuti gli autori di quel violento pestaggio. I quattro sono tutti aderenti a Casapound Italia. Nei loro confronti è stata eseguita, all’alba di oggi, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lecce Ines Casciaro. In manette sono finiti: Osvaldo Senatore, 21 anni; Riccardo Pino, 18enne e Davide Renna, 21 anni. Renna, a sua volta, sarebbe stato vittima di un’aggressione avvenuta alcuni giorni fa nei pressi della facoltà si Scienze politiche, in via Brenta. Giorgio Povia, 22enne, è stato arrestato questa mattina a Pescara e sarà trasferito nelle prossime ore nel carcere di Lecce.
L’INCHIESTA – Sono state le indagini della Digos di Lecce, coordinata dal dirigente Raffaele Attanasi, a ricostruire scenari e modalità dell’aggressione. Indagini particolarmente complesse anche e soprattutto per il clima di omertà e intimidazione in cui la vicenda è avvenuta. La mattina del 3 gennaio, lo studente di origini leccesi si è presentato al pronto soccorso dell’Ospedale di Galatina dove gli sono state diagnosticate delle fratture alla mandibola ed alle ossa nasali, lesioni che la vittima ha definito in quella circostanza accidentali, dicendo di aver ricevuto, involontariamente, una gomitata durante una partita di calcio disputata tra amici. Dopo alcuni giorni il ragazzo è stato ricoverato all’ospedale di Tricase e sottoposto ad intervento chirurgico che lo ha costretto a una lunga degenza. La giovane vittima, però, ha preferito non sporgere querela. A dare avvio alle indagini, le risultanze investigative scaturite da un comunicato del gruppo politico Caos e una manifestazione di protesta dei suoi appartenenti, in cui si denunciava la brutale aggressione subita da uno degli appartenenti al Colettivo da un “gruppo fascista”. Da lì, considerata l’appartenenza del ferito a gruppi politicamente orientati e vista la gravità delle ferite riportate, la Digos ha iniziato un’attività d’indagine per accertare se davvero le lesioni fossero riconducibili a un incidente durante la partita, così come riferito dal giovane. Dalle indagini della polizia è emerso, invece, che il ragazzo era stato avvicinato da quattro giovani, a lui noti, tutti aderenti a Casapound Italia. In quel frangente, sarebbe nata una discussione tra i militanti dei due gruppi e l’aggressione: uno degli arrestati avrebbe bloccato la vittima mentre altri due lo colpivano con una testata e un pugno. Il quarto si sarebbe limitato a inveire contro di lui e minacciarlo. L’ipotesi reato a carico dei quattro arrestati è di concorso in lesioni gravi e violenza privata. «Non si tratta di destra o di sinistra – ha commentato il procuratore Cataldo Motta -, qui siamo di fronte allo squadrismo e un sistema di violenza e rappresaglia privata in cui i singoli pensano di potersi sostituire alle istituzioni e le forze dell’ordine diventano degli antagonisti» .
Colto dove si va a parare? A prescindere dall’esiguo sostegno degli avvisi di garanzia e dalla scelta antigarantista perpetrata, l’idea che si lascia trasparire è quella di uno “squadrismo” inteso non per quello che fu ma per come venne dipinto dai suoi nemici, al fine di dare sostanza ad un teorema che con la logica delle ciliegie (l’una tira l’altra) possa portare ad accusare Casa Pound di “ricostituzione di partito fascista”.
Qualcuno si muove in tal direzione in modo inquietante. Non per la sola Casa Pound né per un ambiente allargato ma per tutti, antifascisti comèresi. I quali tutti, come al solito, non lo capiranno e continueranno a farsi stringere la vite sul collo. Godendo magari della dtenzione arbitraria dei quattro “mostri”.

 

Ultime

La pila di Baghdad

Fonte energetica o a uso rituale?

Potrebbe interessarti anche