giovedì 19 Febbraio 2026

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continuano come sempre a fottersi i soldi dello Stato

Ecco la quadratura del cerchio: il male che si trasforma in bene. Si sequestrano i beni ai ladri e li si affida ad una opera pia. In questo modo ciò che ha ancora un valore non viene distrutto e lo Stato non spende un centesimo per la conservazione dei beni sequestrati.
L’innovazione nasce dal Commissariato di Mestre e passa attraverso il Tribunale di Venezia prima di arrivare a don Armando Trevisiol. E ieri mattina proprio don Armando ha ricevuto dal dirigente del Commissariato di via Cà Rossa, Eugenio Vomiero, i beni sequestrati durante una grossa operazione di polizia presso il campo nomadi di via Terraglietto avvenuta il 4 aprile 2012.
L’operazione di polizia aveva portato all’arresto di cinque persone della famiglia Lovacovich, che sono state condannate in via definitiva il 13 giugno di quest’anno. Durante le perquisizioni erano stati rinvenuti beni di ogni tipo – ma soprattutto moto e motorini – per un valore complessivo di 100mila euro. Gran parte dei beni sono stati restituiti ai legittimi proprietari, quel che è rimasto invece, è stato regalato all’Associazione “Vestire gli ignudi” di Don Armando Trevisiol.
Il ricavato dei beni andrà pertanto in beneficenza per il sostentamento delle attività di solidarietà sociale dell’associazione. E’ il contrario di quel che succede di solito, quando si sequestra un’automobile o un motorino. Lo Stato è costretto a pagare fior di quattrini per tenere in deposito i beni che ovviamente vanno in malora e dopo anni e anni vengono messi all’asta, quando non valgono più niente.

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