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Balotelli ancora una volta dribbla dignitosamente il suo testimonial

Come la metterà adesso il Palazzo?
QUARTO (Napoli) – Il lungo viaggio solidale della Nazionale ha portato l’azzurro a Quarto, terra oppressa dalla camorra, dove la giunta comunale è stata sciolta per infiltrazioni della malavita e sostituita da un commissario prefettizio, e dove anche la squadra di calcio, sequestrata a un imprenditore sospettato di collusioni, rinominata e ora sostenuta dalle associazioni antiracket, è divenuta un simbolo della lotta alla criminalità. Nel clima di festa, le polemiche per il tweet di Mario Balotelli alla vigilia (“Non sono un simbolo anticamorra, vengo solo per giocare”) non si sono placate, e anzi la senatrice del Pd Rosaria Capacchione, giornalista nota per il suo impegno contro la camorra, che da anni vive sotto scorta, ha bacchettato pesantemente l’azzurro: “Balotelli è un imbecille. Nel migliore dei casi è un bambino capriccioso, viziato e pieno di soldi, che vive in un ambiente in cui è difficile distinguere il bene dal male. In una situazione del genere, dopo i problemi che ha avuto lui in passato, lanciare messaggi di questo tipo in una terra come questa può essere fortemente inopportuno. Da giornalista, poi, mi domando perché l’abbia fatto, forse voleva mandare un messaggio a qualcuno”.
A casa della Nuova Quarto per la Legalità, nel piccolo stadio Giarrusso, la formazione di Prandelli ha trovato ad attenderla una marea di tifosi, dentro la quale il pullman azzurro ha fatto fatica a farsi largo. Tremila persone in delirio per Lorenzo Insigne, e un po’ anche per Super Mario (per una volta, attore non protagonista), sono rimaste fuori dall’impianto, perché i biglietti disponibili, 700, sono andati in prevalenza ai bambini delle scuole. Gli altri si sono arrampicati sul muro di cinta e sulle strutture in acciaio all’esterno, in equilibrio precario per non perdersi l’allenamento, un’oretta di partitelle fra tre squadre da otto.
Il commissario prefettizio Maria Grazia Nicolò ha ricordato: “Per noi che amministriamo il Comune di Quarto è molto importante la presenza della Nazionale che ancora una volta ha inteso, con una manifestazione sportiva, dare una testimonianza della lotta alla criminalità. La nostra missione è lasciare a Quarto, alle prossime elezioni, un’amministrazione recuperata, eliminando disservizi e inefficienza”. Il pm Antonello Ardituro, presidente onorario della squadra locale, ha espresso un desiderio: “Vorrei che in futuro non ci sia bisogno degli azzurri per parlare di legalità, ma che la città possa riprendere una vita normale improntata a principi anticamorra. Ringrazio Abete, Valentini e Prandelli, hanno mantenuto una promessa difficile, portando la Nazionale in un campetto di periferia”.
Prossima tappa, Lampedusa. Non subito, come spiega il presidente Abete: “Siamo vicini a Lampedusa e a tutti coloro che cercano nel nostro paese una realizzazione e una migliore possibilità di vita. Daremo una testimonianza anche sull’isola, ma in questo momento la priorità è gestire l’emergenza”.
Prandelli ha ricevuto una maglia della Nuova Quarto, scambiando quella azzurra con il tecnico locale Ciro Amorosetti. Un’altra maglietta (“La camorra non vale niente”) è andata a Buffon: a consegnargliela, Pasquale Scherillo e Annamaria Torre, familiari di vittime innocenti di camorra. All’uscita, il presidente Abete è stato fermato da un gruppo di manifestanti della Terra dei Fuochi, la periferia settentrionale avvelenata dalle ecomafie, vestiti a lutto (in nero saranno presenti anche allo stadio San Paolo domani) con la maglia “Vogliamo vivere”. Attimi di tensione, gli stweard e la scorta si sono precipitati temendo un’aggressione, ma i manifestanti hanno spiegato: “Volevamo solo chiedere alla Nazionale di giocare con il lutto al braccio per tutti quanti sono morti di tumore nella nostra terra”. Non sarà possibile.

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